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Italia Viva: “Da Toti non servono editoriali ma l’attivazione di risorse regionali per sanità, imprese e cultura”

Secondo gli esponenti del partito che però non è più rappresentato in consiglio regionale serve che Filse stanzi aiuti aggiuntivi a quelli del governo

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Genova: Riceviamo e pubblichiamo dai coordinatori provinciali di Italia viva Morettini, Franco, Rosario, Tesini (Ge); Acquista, Ferrari (Im); Calcagno, Stocca (Sv); Franciosi, Tinfena (Sp).

“Come sempre il presidente Toti commenta i tragici fatti sanitari ed economici come se fosse un editorialista o un passante e non avesse invece il potere di intervenire con provvedimenti mirati.

L’impreparazione del sistema sanitario ligure, nonostante lo sforzo encomiabile del personale impegnato, è sotto gli occhi di tutti. Non più di qualche settimana fa, di fronte alle segnalazioni sulla crescita esponenziale dei contagi, apostrofò tutti con il famigerato cartello con scritto “sciacalli”. Oggi vediamo le conseguenze di quella sottovalutazione.

Siamo impegnati per migliorare l’azione di governo a Roma, che ha evidenziato limiti e contraddizioni. Non ha senso che l’Acquario stia chiuso, per esempio. E abbiamo chiesto che venga rivisto il pacchetto inerente il mondo della cultura.

Ora però ognuno deve fare la sua parte e Toti deve fare la sua. E’ necessario da subito attivare risorse aggiuntive regionali in particolare a supporto dell’economia e del sistema dei trasporti.

Se l’obiettivo giusto è quello di tenere per quanto possibile i ragazzi a scuola, che sono luoghi sicuri, è necessario intervenire a supporto del Tpl per garantire sicurezza agli studenti e ai lavoratori. Anche qui, settimane fa la Liguria ha deciso di non attivare le risorse disponibili dal governo centrale perché “non c’erano criticità”.

Ulteriore capitolo quello degli aiuti alle imprese. Si attivino subito, attraverso Filse strumenti ulteriori di fondi per la liquidità per le aziende interessate dalle limitazioni del Dpcm.

Per le aziende in particolare inoltre vanno previste risorse a supporto per i Comuni in relazione alla Tari. Quattro forse cinque mesi di chiusura devono trovare un giusto riscontro in una riduzione delle tariffe.

Azioni e risorse vanno poi messe in campo a sostegno del mondo della cultura, degli eventi dal vivo che da mesi – anche passato il lockdown – hanno sofferto e soffrono della situazione”.