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Inchiesta sulla radioterapia al San Martino: la procura di Genova chiede l’archiviazione

Per i magistrati ci furono ritardi e problemi per i pazienti ma non c'è alcuna rilevanza penale

Genova. Ritardi dovuti alla burocrazia, alla mancanza di denaro, o magari anche a incapacità gestionali ma che non hanno portato a una vera e propria interruzione del servizio e che per questo non hanno alcuna rilevanza penale.

Con queste motivazioni la Procura di Genova ha chiesto l’archiviazione dell’indagine riguardante la gestione della radioterapia all’ospedale San Martino di Genova dove a causa di guasti ai macchinari molti pazienti avevano subito ritardi e disagi a partire dai viaggi obbligati fino all’ospedale San Paolo di Savona per effettuare la terapia.

L’inchiesta era stata aperta a inizio anno dal procuratore Francesco Cozzi che l’aveva affidata al gruppo di magistrati che si occupa della pubblica amministrazione coordinati dall’aggiunto Ranieri Miniati. Due le ipotesi di reato dell’inchiesta che è sempre rimasta contro ignoti: omissione di atti di ufficio e interruzione di pubblico servizio.

Dopo le indagini condotte da Nas e Guardia di finanza che hanno acquisito documenti e sentito testimoni per capire come vennero gestiti gli appalti degli acquisiti e della manutenzione dei macchinari nell’arco temporale degli ultimi sette anni, la Procura ha concluso che anche se ci sono stati ritardi, non sussistono comportamenti penalmente rilevanti.

Resta al momento in piedi l’inchiesta parallela aperta dalla procura della Corte dei conti che ipotizza un danno erariale.