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In un anno a Genova è raddoppiato l’uso delle bici: entro Natale nuove piste ciclabili

In via XX Settembre 200 transiti nell'ora di punta, la Fiab: "Ora estendere la rete d'emergenza in Valbisagno e in Valpolcevera"

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Genova. L’uso della bicicletta a Genova è raddoppiato nel giro di un anno. A dirlo sono i dati delle rilevazioni dei volontari della Fiab nell’ambito del “Giretto d’Italia“, iniziativa annuale di Legambiente che si propone di misurare il numero di ciclisti, monopattinisti e simili in 25 città italiane. In via XX Settembre tra le 7.30 e le 10.00 dello scorso 17 settembre ne sono passati in tutto 199, “mentre l’anno scorso erano praticamente la metà”, spiega il presidente di Fiab Genova, Romolo Solari.

Per i sostenitori della mobilità green è il segno che le ciclabili d’emergenza, create dalla giunta Bucci nonostante la pioggia di critiche che ancora non si sono esaurite, hanno avuto un effetto tangibile. Il dato di via XX Settembre, la strada più centrale della città, funziona un po’ da cartina tornasole. “Quel percorso funziona un po’ da collettore di tutte le persone che usano la bici o un mezzo analogo per andare al lavoro nella zona in cui ci sono più uffici”, spiega Solari. Quindi non solo chi pedala per fare sport. “Inoltre – aggiunge – il conteggio è stato fatto da un funzionario del Comune, quindi una persona che non avrebbe avuto interesse a manomettere i dati”

Sulla contestatissima pista ciclabile di corso Italia, durante la rilevazione, sono transitate in tutto 133 persone verso Ponente (quindi verso il centro) e 106 verso Levante. Sono tanti o pochi? “Non lo sappiamo, quello che sappiamo è che se non ci fossero state queste 133 persone avremmo avuto 133 auto in più ad aumentare il traffico, considerato che da noi il car pooling è sconosciuto – continua Solari – oppure 133 moto che avrebbero intasato i parcheggi già saturi del centro o ancora 133 persone che avrebbero occupato preziosi spazi sul mezzo pubblico che, per via del distanziamento anti Covid, va lasciato alle persone anziane che non possono fare altrimenti. In ogni caso 133 cittadini virtuosi che non inquinano e non intasano le strade. Cittadini che vanno rispettati e protetti”.

Certo, i numeri non sono comunque esaltanti se paragonati ad altre città italiane. A Genova, davanti ai vari checkpoint scelti per la misurazione, in due ore e mezza sono stati conteggiati 727  ciclisti e assimilati. In testa ci sono Pesaro con 7.537, Piacenza con 6.194, Reggio Emilia con 5.481. Città molto più piccole di Genova dove però la bici è un mezzo “normale”, per svariate ragioni. Tuttavia la pianeggiante Bologna si colloca appena sopra di noi con 841, mentre Roma sta al terzultimo posto con 111. Alla fine la Superba esce 16esima su 25, classifica medio-bassa ma fuori dalla zona retrocessione. E contando che l’anno scorso eravamo terzultimi, “non è un brutto piazzamento”, dice la Fiab.

Per questo la priorità numero uno resta estendere la rete d’emergenza, in attesa di avere le risorse per realizzare piste ciclabili “strutturali”, non solo linee sull’asfalto ma percorsi protetti e continuativi separati dal traffico veicolare. “L’assessore Campora ci ha detto che in settimana gli uffici comunali ci chiameranno per farci vedere le loro proposte sulle nuove ciclabili in Valbisagno e Valpolcevera, che sono le direttrici mancanti – rivela Solari – e il sindaco ci ha promesso che saranno pronte entro Natale“.

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Uno dei nuovi percorsi dovrebbe diramarsi dalla bike lane di corso Marconi verso via Rimassa e corso Torino. Da qui verranno sfruttati i controviali, con limite a 30 km/h e precedenza alle bici, mentre in corso Sardegna la cosa più semplice sarebbe una corsia ciclabile promiscua non essendoci lo spazio per una riservata. L’obiettivo è proseguire anche in corso De Stefanis e raggiungere grossomodo la zona dello stadio Ferraris. Una direttrice aggiuntiva sarebbe quella di Borgo Incrociati (dove sbuca già un tunnel ciclopedonale da Brignole), via Canevari e tutta la sponda destra fino a Staglieno e oltre, usando eventualmente l’antica strada interna dove possibile.

Più complesso il ragionamento sulla Valpolcevera, dove ci sono meno spazio e più problemi di traffico. La proposta della Fiab includeva il passaggio in via Reti e via Fillak fino almeno a Rivarolo, visto che le strade di sponda sono assi di scorrimento inadatti alla promiscuità tra auto e mezzi “dolci”. Ci sarà tempo per pensarci e per lavorarci, anche se le incognite legate al meteo potrebbero posticipare la scadenza fissata per fine anno.

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Qualcosa andrebbe poi rivisto anche sui percorsi esistenti, secondo i cicloamatori genovesi. “In via Adua – prosegue Solari – abbiamo visto che circa la metà dei ciclisti tira dritto anziché usare la ciclabile che fa il giro da San Benedetto. In via Sampierdarena verso Levante solo 26 transiti, molti scelgono di usare comunque la pista di lungomare Canepa, che risulta più comoda anche se non è ben collegata alla zona del Wtc”. E poi, una piaga da eliminare: “Le auto parcheggiate sulle corsie ciclabili. Fare zig-zag tra i veicoli in sosta è pericolosissimo. Dobbiamo fare in modo che i trasgressori vengano multati”.