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Impennata di contagi a Genova: i quartieri a rischio per le nuove misure restrittive

Si aspetta il nuovo Dpcm, ma insieme al sindaco si stanno valutando nuove restrizioni

Genova. I nuovi casi positivi registrati nel capoluogo ligure oggi sono 320, un
numero molto alto rispetto al trend di questi giorni, e che è risultato sia di una maggiore attività di screening, sia di una maggiore circolazione del virus soprattutto in alcuni quartieri della città.

Dall’attività di screening, 57 sono i positivi trovati grazie ai tamponi rapidi effettuati in questi giorni, precisamente venerdì e sabato, mentre 45 derivano da un ritardo nella trasmissione dei dati. A questi si aggiungono 9 casi provenienti dalle scuole e 10 dalle strutture sanitarie della regione.

A questi si aggiungono 103 nuovi positivi che arrivano dai quartieri dove maggiormente circola il virus in questi giorni, cioè il centro storico, dove il tasso di contagio varia tra i 5 e i 10 casi per ogni 10 mila abitanti, su una media cittadina che non arriva a 2. Ma non solo: situazioni simili si stanno verificando anche a Sampierdarena, Cornigliano e Rivarolo, che stanno registrando un forte impennata dei contagi.

Per questo motivo, come anticipato dal presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, in accordo con il sindaco di Genova Marco Bucci, per queste zone della città si stanno ipotizzando ulteriori misure contenitive, ovviamente in subordine al nuovo Dpcm che dovrebbe essere pronto entro giovedì prossimo (domani dovrebbe arrivare una prima bozza da vagliare con le regioni).

E quali potrebbero essere i provvedimenti ulteriori? Il governatore non si è sbilanciato, ma si può ipotizzare, sulla base delle indiscrezioni circolate in queste ore sui provvedimenti al vaglio del governo, una stretta sugli orari dei locali e l’affollamento di luoghi al chiuso e all’aperto, divieti per eventi con un numero di persone considerato troppo alto e forse qualche “quarantena” e limite sulla circolazione. Il tutto però “Con molta prudenza – ha voluto sottolineare Toti – ci dovranno essere le misure minime per il contenimento del contagio, ma senza misure penalizzanti per l’economia e la vita delle persone”.