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Genova scende in piazza contro le chiusure, oggi altre proteste in scena a De Ferrari fotogallery

Stamattina lavoratori dello spettacolo contro la chiusura di cinema e teatri, la "minoranza" dei tassisti attacca il Comune

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Genova. È ancora viva l’ondata di proteste contro le chiusure imposte dal governo per fronteggiare l’emergenza coronavirus. A Genova le manifestazioni sono scoraggiate dall’ordinanza regionale che le vieta, caso pressoché unico in Italia, ma nonostante questo proseguono in piazza De Ferrari le manifestazioni spontanee e pacifiche (fatta eccezione per i disordini di mercoledì sera, che tuttavia meritano un approfondimento a parte).

A tenere banco questa mattina sarà la protesta dei lavoratori dello spettacolo, divisa in due momenti distinti. Da una parte l’iniziativa nazionale dei sindacati “L’assenza spettacolare” contro la chiusura di cinema e teatri che mette in ginocchio i professionisti del settore. In tutta Italia attori, musicisti, costumisti e tecnici scenderanno in piazza, ma non a Genova, dove ci sarà solo un tavolo un tavolo in Regione.

Dall’altra parte il collettivo autonomo “Emergenza Spettacolo Liguria” che, in parziale rottura con la gestione della trattativa da parte dei sindacati, ha organizzato un flashmob sempre in piazza De Ferrari. Tra le 10 e mezzogiorno i lavoratori dello spettacolo camminano intorno alla fontana in attesa di essere convocati a loro volta all’incontro in Regione.

In mattinata è prevista anche la protesta dei tassisti della cooperativa Gexi, affiliata ad Ascom, che contesta la decisione del Comune di dimezzare il numero di taxi in circolazione fermando le auto per 14-17 giorni al mese. Anche in questo caso la mobilitazione è in rottura rispetto alla maggior parte delle sigle sindacali e alla cooperativa Radiotaxi 5966 che hanno invece avallato il “semi-lockdown” dei tassisti.

Sciopero dei rider, presidio davanti alla prefettura

E anche a Genova è andato in scena oggi uno sciopero dei rider, gli addetti delle consegne di cibo a domicilio – fondamentali soprattutto ora che i ristoranti sono tutti chiusi dalle 18 – che rigettano il contratto di categoria firmato da Ugl e Assodelivery.