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Gaslini, l’allarme del sindacato Usb: “60 dipendenti positivi al coronavirus”

Il sindacato dirama il dato relativo a ottobre e si dice preoccupato per la mancanza di trasparenza e comunicazione

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Genova. Sono 60 i dipendenti dell’ospedale Gaslini positivi al coronavirus. “Questo il dato di ottobre che, a fatica, siamo riusciti ad avere – dicono dal sindacato Usb – questo è il risultato di una mancanza di comunicazione tra dipendenti, i loro rappresentanti e un’amministrazione che non ascolta”.

Martedì scorso si è concluso con una fumata nera l’incontro in videoconferenza in prefettura per la procedura di raffreddamento. “Non ci è stata fornita alcuna risposta se non il solito elenco di azioni effettuate ma che, e i fatti lo dimostrano, non hanno risolto le varie problematiche da tempo evidenziate – prosegue il sindacato – Siamo sinceramente preoccupati per il futuro di questa eccellenza e non vediamo progetti a lungo termine che comprendano anche assunzioni e tutela psicofisica dei lavoratori e delle lavoratrici”.

Tra i motivi di preoccupazione la mancanza di una graduatoria concorsuale per infermiere pediatriche dalla quale attingere ormai da tempo ed all’orizzonte non si scorge la volontà di adire a pratiche concorsuali, il fatto che si continui ad “alimentare il precariato e nulla si fa per tenere le infermiere interinali prorogando il contratto anche solo di un anno”.

L’Usb denuncia anche “grosse lacune anche sul rispetto del protocollo sulla sicurezza, la mancanza di trasparenza sui regolamenti interni inventati letteralmente di volta in volta, la riorganizzazione dei reparti mostrando una mancanza di comunicazione con i dipendenti coinvolti che ha prodotto unicamente un forte malessere in dipendenti che hanno portato questo ospedale ad essere un’eccellenza internazionale e che ora vengono utilizzati anche per “fare traslochi” da un reparto all’altro”.

“Non possiamo infine nascondere la nostra preoccupazione per l’insediamento del nuovo cda del Gaslini dove vi sono diversi esponenti vicini a Confindustria che va in parallelo con la continua privatizzazione della sanità pubblica, la tragedia sanitaria e sociale che stiamo vivendo sembra non aver insegnato nulla”, concludono dal sindacato che annuncia future iniziative.