Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Forno crematorio a San Biagio, abitanti preoccupati dal silenzio di Tursi: “Bucci ci convochi”

Il Comune si era impegnato a valutare siti alternativi e a riconvocare gli abitanti ma dopo quasi un mese tutto tace

Genova. Dopo il primo incontro di metà settembre tutto tace sul futuro forno crematorio della città che il Comune di Genova vorrebbe collocare all’interno del cimitero della Biacca a San Biagio, scelta che sta provocando proteste tra gli abitanti del quartiere e anche in municipio che inizialmente non era neppure stato avvisato dal Comune di Genova del progetto.

In Valpolcevera si sono mossi da un lato i comitati del quartiere con una raccolta firme, due incontri pubblici e un tavolo ristretto con il sindaco e gli assessori competenti, dall’altro il Municipio che ha inviato al sindaco una lettera firmata da tutti i capigruppo in cui esprime il proprio parere negativo sulla scelta e chiede l’apertura di un tavolo per individuare siti alternativi più lontani dalle case.

“La sensazione – commenta il capogruppo del M5S in municipio Marco Briganti – è che Bucci, una volta passata la campagna elettorale abbia fatto passare un po’ tutto in cavalleria e la disponibilità nei confronti degli abitanti sia sparita o quantomeno sia ora molto attenuata”. E non è solo il municipio Valpolcevera ad essere contrario alla soluzione di San Biagio: “Ad uno degli incontri organizzati dai cittadini c’erano anche consiglieri comunali di Ceranesi, e c’era il sindaco di Sant’Olcese Armando Sanna: tutti concordavano che la vicinanza dalle case è troppo poca perché nonostante il cimitero sia più in basso rispetto alle abitazioni in linea d’aria ci sono meno di 100 metri”.

Non solo: “Come dicono i cittadini e come abbiamo ribadito come Municipio insieme al presidente Federico Romeo, la Valpolcevera continua ad essere utilizzata per collocarci di tutto”. Il sindaco, dopo l’incontro avuto con una delegazione del comitato lo scorso 15 settembre in cui aveva garantito approfondimenti circa la ricerca di siti alternativi, aveva annunciato ai cittadini una nuova convocazione nel giro di due-tre settimane. Ma non è stato così: “E’ passato quasi un mese e tutto tace – dice Marco Torretta del comitato di San Biagio – siamo preoccupati dal silenzio e oggi scriveremo una mail alla segreteria del sindaco chiedendo una nuova convocazione. Noi contiamo sulla parola del sindaco per lo meno per fare il punto. Poi se la decisione del Comune sarà quella di andare avanti con il progetto ne prenderemo atto e valuteremo quali strade intraprendere per contrastarlo”.

Nel frattempo la settimana scorsa è scaduto il termine per la presentazione delle offerte per l’area verde di San Biagio, uno spazio che Coopsette avrebbe dovuto far diventare un asilo con area giochi. Dopo il fallimento della cooperativa (che a San Biagio ha costruito il centro commerciale L’Aquilone e tutto il quartiere intorno) l’area è finita in gestione del curatore fallimentare che l’ha messa in vendita: “Dal Comune io e Federico Romeo – spiega Briganti – avevamo avuto rassicurazioni circa la volontà di Tursi si acquistare l’area per realizzare un’area verde per il quartiere – ora apprendiamo che alla scadenza dei termini che precedono l’asta nessuno ha presentato offerte. Speriamo di dover interpretare questo nel senso che Tursi magari attende un ribasso o un’interlocuzione diretta con il curatore fallimentare perché non vorrebbe che anche in questo caso si sia trattato solo di annunci in campagna elettorale”.