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Fondi Lega, rinviato a novembre il processo d’appello a Belsito

Una eventuale condanna avrà solo effetti civili: la Lega ha chiesto un risarcimento da 500 mila euro

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Genova. E’ stato rinviato al 27 novembre il processo d’appello contro Francesco Belsito e tre imprenditori nel quale la Lega ha chiesto un risarcimento da 500 mila euro all’ex tesoriere del partito per i danni di immagine. Secondo i legali della Lega dopo il deflagrare dell’inchiesta sui fondi del partito ci sarebbe stata una perdita di consenso elettorale nel 2011 e 2013.

Il partito guidato da Matteo Salvini ha impugnato la sentenza con la quale nel giugno del 2019 il tribunale aveva assolto i quattro (con Belsito, Romolo Girardelli, Stefano Bonet, Stefano Lombardelli) dall’accusa di associazione a delinquere per un giro di consulenze tecnologiche fasulle per grandi gruppi industriali in cambio di sgravi fiscali. La sentenza è passata in giudicato nell’aspetto penale, perché la procura non l’ha impugnata, ma la Lega, che si era costituita parte civile, lo ha fatto per cercare di avere un risarcimento. La corte d’appello ha rinviato la decisione al prossimo novembre per dare il tempo a un nuovo legale di studiare gli atti.

Il caso nasce sulla scia delle indagini sui rimborsi elettorale per 49 milioni di euro non dovuti (la Cassazione ha confermato la confisca, i soldi sono spariti, la procura di Genova li cerca e intanto la Lega ha stabilito una rateizzazione da 600 mila euro all’anno), sugli investimenti a Cipro e in Tanzania. In questo caso tutto gira intorno alla Polare, società guidata da Bonet che sarebbe stata una scatola vuota con la quale cercare accordi con grandi gruppi industriali offrendo finte consulenze. Gli anni in questione vanno dal 2008 al 2013