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Emergenza sanità, San Martino pronto ad assumere 500 infermieri e 40 Oss

La notizia arriva dopo ore di braccio di ferro con i sindacati

Genova. Dopo ore di tensione, culminate questa mattina con la protesta simbolica di alcuni lavoratori del settore sanitario davanti al pronto soccorso, la direzione del Policlinico San Martino di Genova ha dichiarato di essere in procinto di assumere oltre 500 infermieri a chiamata diretta e oltre 40 OSS interinali nell’immediato futuro. Saranno allestite le visite mediche per il personale da assumere con una procedura appositamente dedicata che non venga intralciata dalle difficoltà burocratiche e sanitarie che il virus pone.

Una decisione che viene accolta con soddisfazione dai sindacati, che negli ultimi giorni erano in fibrillazione per la ventilata possibilità di bloccare ferie e permessi ai lavoratori vista l’attuale emergenza sanitaria in corso.

Da questo bacino potranno attingere anche le altre aziende sanitarie “nella speranza – scrive la Cisl – che le drammatiche condizioni causate anche dal ritardo con cui la macchina organizzativa si è mossa sino ad ora possano essere superate, dando a tutti gli infermieri, OSS e operatori vari il modo di rifiatare, e a i pazienti di ottenere ciò che gli spetta di diritto. Speriamo vivamente che d’ora in poi la “visione organizzativa d’assieme” da noi auspicata abbia finalmente luogo, unitamente a quella indispensabile razionalizzazione interaziendale delle attività, che ad oggi non si è ancora vista”.

Uno dei maggiori problemi che ancora una volta la nostra sanità sta affrontando è quello dei reparti chiusi per recuperare personale da dedicare alla lotta al virus o riconvertiti a reparto Covid. “Non ci sono solo i pazienti colpiti dalla pandemia – scrivono Gabriele Bertocchi e Andrea Manfredi, rispettivamente, segretario generale e operatore federazione Cisl Fp Liguria – ma anche tutti quelli che sono afflitti da altre patologie e che hanno parimenti diritto ad essere curati. Basti pensare che oggi sul territorio genovese non esiste una pneumologia che non sia Covid. E quanto sin qui segnalato per il Policlinico San Martino, vale per tutte le altre realtà sanitarie pubbliche”.

“Dopo la nostra minaccia di sciopero in sanità, dal San Martino qualcosa si muove – sottolinea la Cgil – Dopo l’uscita della settimana scorsa, tanto inopportuna quanto maldestra del Commissario straordinario di Alisa, siamo intervenuti sia a livello regionale e metropolitano sia a livello aziendale manifestando tutta la nostra rabbia per un ulteriore accanimento nei confronti degli operatori della sanità oggi drammaticamente impegnati nella lotta al Covid 19. Abbiamo denunciato una situazione sempre più pesante conseguenza anche dei mancati investimenti di questi anni nel Servizio Sanitario Regionale“.

La notizia di oggi è quindi “Un possibile primo segnale positivo, ma non bastano gli annunci – scrivono Maurizio Gualdi e Valentina Piccolo, segretario generale e funzionaria di Fp Cgil Genova – serve rapidamente nelle corsie, nelle sale operatorie, nei pronto soccorso, sul territorio l’inserimento di nuovi medici, infermieri, tecnici, operatori socio sanitari e tutte le figure necessarie per affrontare questa emergenza e costruire, attraverso percorsi di stabilizzazione, la sanità pubblica oltre il Covid. Non ci fermiamo! Le nostre priorità sono: assunzioni, sicurezza, trasparenza nelle comunicazioni e coinvolgimento, rispetto”.