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Dopo l’incidente a Quezzi ecco la proposta: semafori “dissuasori” per fermare le auto pirata fotogallery

Il presidente del Municipio Massimo Ferrante: "Marassi e Quezzi alla sera sono terra di nessuno, servono più agenti di polizia locale"

Genova. In gergo si chiamano “semafori dissuasori“. Si tratta di sistemi che sono in grado di rilevare quando un veicolo supera di un certo valore il limite di velocità e fanno scattare il rosso dopo alcuni metri, con la possibilità di appioppare una multa salatissima a chi lo brucia.

È questa una delle proposte allo studio dopo lo spaventoso incidente di sabato sera a Quezzi, un’auto piombata a tutta velocità su un gruppo di ragazzini fermi in una piazzetta pedonale ferendone quattro tra cui due giovanissime (una incinta) in gravi condizioni. Una strage sfiorata di cui dovrà rispondere un 23enne, Luca Bottaro, che secondo quanto ricostruito era un habitué delle corse clandestine notturne con la sua Bmw di grossa cilindrata.

“Non è la prima volta che sentiamo parlare di gare notturne per le nostre strade – interviene il presidente del Municipio Bassa Valbisagno, Massimo Ferrante -. Avvengono spesso il sabato sera sia a Marassi sulla strada per il Biscione sia a Quezzi“. Il primo problema, secondo Ferrante, è la mancanza di controlli: “Il distretto della polizia locale sconta pesanti carenze di organico. I nuovi assunti sono stati mandati quasi tutti in centro storico e a Sampierdarena, che ora sono anche zone rosse, e prima ancora venivano dislocati nelle zone colpite dal crollo di ponte Morandi. Alla sera qui è terra di nessuno“.

Grande la rabbia sui gruppi Facebook di quartiere dove molti cittadini tornano a chiedere l’installazione di dossi rallentatori, una proposta che anni fa aveva portato in municipio anche Giuseppe Pittaluga, all’epoca consigliere di Rifondazione Comunista. “Ma non si possono mettere su una strada dove passano mezzi pubblici, soprattutto se si tratta di strade in pendenza – ribadisce Ferrante – e nei casi di Quezzi e del Biscione si tratta anche dell’unica viabilità del quartiere. Per questo ho sconsigliato agli abitanti di promuovere raccolte firme che cadrebbero nel vuoto”.

Ferrante intanto ha inviato una lettera agli assessori Garassino e Campora e al comando della polizia locale per chiedere “maggiori controlli serali nelle aree collinari” e la possibilità di trasformare le vie di Quezzi e le alture di Marassi in una zona 30. “Oltre alle richieste sopra esposte, occorre, comunque, un maggior controllo serale/notturno, soprattutto nella fascia oraria 20.30-24 del fine settimana atto a scongiurare questi comportamenti diventati ormai una costante”, si legge nella missiva.

L’unica soluzione effettivamente attuabile, a parte il potenziamento delle pattuglie sul territorio, sarebbe comunque l’installazione dei “semafori intelligenti“. Nulla a che fare coi t-red già presenti a Genova in corrispondenza di alcuni incroci. Si tratterebbe di impianti in grado di accendere la luce rossa solo quando un sensore posto a una certa distanza rileva il superamento di un limite di velocità.

L’assessore alla mobilità Matteo Campora fa sapere che verrà fatta una verifica coi tecnici per capire se si tratta di una proposta fattibile. “Il punto ideale – commenta Ferrante – sarebbe sul rettilineo di via Daneo dove le auto prendono velocità, appena prima di piazzetta Pedegoli”, dove è avvenuto il drammatico schianto. Impossibile ragionare di sistemi come tutor o autovelox fissi, sia per la conformazione della strada sia per le limitazioni imposte dalla legge.

Da parte di Ferrante, però, rimane la sfiducia nei confronti di Tursi: “Stiamo ancora aspettando che gli attraversamenti pedonali in corso De Stefanis, corso Sardegna e via Fereggiano vengano illuminati e protetti come quelli di Carignano e via Assarotti. Il sindaco Bucci aveva promesso che sarebbe intervenuto immediatamente, ma non ha fatto nulla. Bisognerebbe capire se esiste davvero la volontà dell’amministrazione per risolvere i problemi di sicurezza”.