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Dissesto idrogeologico, Mai al ministro Costa: “Non è colpa dei Comuni, attendono ancora finanziamenti”

"Necessaria una semplificazione normativa. La pulizia degli alvei è un’impresa quasi impossibile per i sindaci"

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Liguria. “Dissesto idrogeologico? Colpa delle mancanze dei comuni, non della carenza di fondi”. Questa la dichiarazione dal ministro all’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare Sergio Costa, che non ha trovato l’approvazione dell’assessore all’Agricoltura della Liguria. Stefano Mai ha, infatti, deciso di inviargli una lettera, nella quale ha evidenziato i problemi connessi al dissesto idrogeologico nella nostra regione.

“In relazione alle sue dichiarazioni apparse due giorni fa sul quotidiano ‘La Stampa’ sono rimasto quantomeno amareggiato rispetto a quanto ha sottolineato sulle responsabilità dei Comuni. I Comuni, anche quelli più piccoli, stanno facendo uno sforzo enorme per cercare di garantire un minimo di sicurezza ai loro cittadini e sono sempre in prima linea quando si verificano eventi metereologici straordinari come quello del 2 ottobre u.s.: buttar loro la croce addosso mi è parso decisamente indelicato.

Ciò che invece apprendo con piacere, sempre leggendo le sue dichiarazioni, è che non sarebbe un problema di risorse, ma di mancate progettazioni. A questo proposito Le evidenzio che la Regione Liguria, nella persona del Presidente Giovanni Toti, Le ha segnalato a luglio scorso (nota assunta a ns. protocollo con n° PG/2020/230105 del 21 luglio ultimo scorso) due interventi importanti per i quali non abbiamo ancora ottenuto le risorse: uno ad Albenga (codice progetto ReNDIS07IR066/G1; dove, tra l’altro, l’ultimo evento alluvionale ha creato molti danni alle infrastrutture viarie e alle attività agricole e floricole, già duramente colpite dalla crisi dovuta alla pandemia) e uno a Genova (codice progetto ReNDIS07IR005/G3 che ha sempre pagato un tributo enorme a causa degli alluvioni), per cui si è arrivati ad una progettazione esecutiva. E’ necessario pertanto che i fondi per questi progetti vengano sbloccati al più presto. Le chiedo di intervenire, quindi, con la massima urgenza presso il Ministero al quale è a capo per velocizzare le istruttorie di tutti i progetti che la Liguria ha fermi in attesa di un finanziamento.

Mi permetto, poi, di sottolineare un altro aspetto a riguardo della semplificazione normativa. La pulizia degli alvei è un’impresa quasi impossibile per i sindaci che devono districarsi tra cavilli normativi e vincoli ambientali. Soprattutto in presenza di ZSC e ZPS dagli anni 90’ in poi non vengono più fatti i dragaggi regolarmente. Sarebbe importante inserire nel collegato ambientale una norma che semplifichi, per motivi di pubblica incolumità, la rimozione dei depositi alluvionali all’interno dei fiumi e dei torrenti. Si tratta di un intervento che potrebbe essere fatto senza costi per la Pubblica Amministrazione. Infatti, le imprese che verrebbero incaricate dell’asportazione del materiale sabbioso, potrebbero contestualmente – a titolo di compensazione – ripristinare anche le arginature. In questo modo si riuscirebbe a fare una buona prevenzione in previsione di eventi che ormai non possono più essere considerati straordinari per la loro frequenza“.