Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Covid, Toti: “Esclusi coprifuoco alla francese e strette su bar e ristoranti ma possibile Dad”

Durante la riunione con le altre Regioni e il governo si è parlato della didattica a distanza per alcune classi e di smart working per diminuire i passeggeri sui mezzi pubblici

Genova. È finita da poco la riunione tra le Regioni e il governo, con il ministro della Salute Speranza e quello dei Rapporti con le Regioni Boccia. Alla fine dell’incontro il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti fa il punto: “Stiamo lavorando ad alcuni interventi che al momento escludono il coprifuoco modello francese e ulteriori strette a bar e ristoranti, tra le attività più colpite dalla crisi, che però devono continuare a rispettare le regole con grandissimo rigore”, afferma.

In realtà Speranza non avrebbe escluso la possibilità di un intervento sull’orario di apertura dei locali, alla sera, ma da alcune Regioni sarebbe arrivata appunto una levata di scudi poiché nei bar e nei ristoranti, in teoria, vengono fatte rispettare le regole anti-contagio e chiuderli sarebbe solo penalizzante.

“Per agevolare il trasporto pubblico invece potrebbe essere introdotta un po’ di didattica a distanza a rotazione per le ultime classi degli istituti superiori e incentivato lo smart working“, prosegue Toti. Il governo, a questo proposito, sarebbe pronto a varare un nuovo dpcm in allegato alla legge di bilancio in modo da promuovere lo smart working fino al 75% nella pubblica amministrazione.

“La nostra sanità oggi è molto più preparata a reggere l’urto del Covid rispetto alla scorsa primavera e la Liguria ha già messo in campo strumenti su cui adesso si lavora anche a livello nazionale, come l’accordo con i medici di famiglia, che ringrazio ancora per la collaborazione. Sappiamo che la situazione è seria e va gestita con attenzione ma senza lasciarsi travolgere dall’emotività e dalla paura. Anche stavolta supereremo tutto, come siamo abituati a fare”, conclude il presidente della Regione Liguria. Ieri le strigliate dell’istituto superiore di Sanità sull’allestimento delle terapie intensive: Liguria e Lombardia sono considerate tra le regioni maggiormente a rischio.

Le regioni, e in particolare la Liguria – ha spiegato il governatore – hanno chiesto al governo anche un maggior numero di forze dell’ordine preposte ai controlli. “Finora abbiamo ottenuto un paio di pattuglie dei militari dell’Esercito utilizzati per strade sicuri – afferma Toti – e non è sufficiente, abbiamo chiesto che assumano e mandano più poliziotti, carabinieri e guardia di finanza o che diano soldi ai Comuni per assumere vigili e ausiliari da dedicare ai controlli sulla movida, sul centro storico e altre zone calde, che lo facciano perché mettere regole che poi non le persone non rispettano non ha senso”.

Le Regioni hanno infine chiesto al governo di “semplificare le regole per procedere con le assunzioni per gli specializzandi di medicina da utilizzare ad esempio nei reparti covid degli ospedali, nei drive through per i tamponi o per rafforzare gli uffici di prevenzione”, ha concluso Toti.