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Covid, riunione urgente del Cts: numeri in salita, il nuovo dpcm potrebbe arrivare prima del previsto

Domani conferenza delle Regioni con i ministri Boccia e Speranza. Toti: "Si stanno valutando possibili ulteriori misure restrittive per frenare l'ascesa dei contagi, ma chiediamo tempo per decidere"

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Genova. Anche oggi non sono affatto incoraggianti i numeri connessi ai nuovi contagi da Covid-19 in Italia. I nuovi positivi sono infatti 31.758 (674 in più rispetto a ieri), a fronte di 215.886 tamponi eseguiti.

I decessi, inoltre, sfiorano quota 300 arrivando a 297: quasi 100 più di ieri, quando se ne erano registrati 199. Un dato che rende ancora più difficile la situazione.

Per questo motivo tra pochi minuti si riunirà d’urgenza il CTS (Comitato Tecnico Scientifico): sul tavolo la possibilità di adottare ulteriori misure restrittive nel nuovo Dpcm. Un decreto che, a questo punto, potrebbe arrivare anche prima del previsto.

Il Governo, infatti, sta valutando le nuove misure da introdurre e le tempistiche con cui farlo. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: “Sicuramente sono ore di riflessione europea, visto che Belgio, Francia e altri Paesi hanno dichiarato un lockdown. Rispetto a questa curva, l’Italia non è nella parte alta dei contagi, ma con questo non dobbiamo stare tranquilli. Dobbiamo cercare di capire se anticipare le mosse per evitare che la curva peggiori”.

Per questo il nuovo Dpcm sarà “sicuramente più restrittivo” e, presumibilmente, includerà una qualche forma di lockdown. “Dobbiamo essere coscienti del fatto che la seconda ondata del virus è più letale della prima – ha aggiunto Di Maio – Quanto alle scuole, la Francia ha dichiarato il lockdown lasciandole aperte… Su tamponi e trasporti si poteva senz’altro fare meglio, ma basta con il tiro al bersaglio ai danni dei ministri”.

Intanto questa sera il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, durante il punto Covid attraverso una diretta Facebook, ha annunciato che domani ci sarà una nuova videoconferenza tra le regioni e i ministri Speranza e Boccia. “Stiamo valutando, per ora solo valutando, la possibilità di nuove misure per le zone più critiche – ha affermato – per esempio l’estensione della didattica a distanza a tutte le classi delle superiori e alcune chiusure localizzate nelle zone a maggiore rischio, sono solo ipotesi e per adesso non ci sono all’orizzonte novità, quello che chiediamo e di avere tempo per prendere le decisioni o per recepire quelle del governo”.