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Covid, Pastorino (Leu): “No a chiusura di palestre e piscine”

"Bisogna considerare gli sforzi compiuti dai titolari delle strutture per l'adeguamento"

Genova. “Il governo sta giustamente monitorando la curva epidemica per valutare la situazione e assumere i provvedimenti più adeguati. Tuttavia, faccio mio l’appello che dalla Liguria è stato rivolto al sindaco di Genova, Marco Bucci, e al presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, per scongiurare la chiusura indiscriminata di piscine e palestre. Anzi estendo questo accorato invito al ministro della Salute, Roberto Speranza, e al ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. Nei prossimi Dpcm bisogna considerare gli sforzi compiuti dai titolari delle strutture per l’adeguamento ai protocolli di sicurezza, indicati proprio dal governo sulla base dei suggerimenti del comitato tecnico scientifico. Nella maggior parte dei casi è stato un impegno economico che ha garantito agli utenti di recarsi in questi centri senza rischio per la salute. Diverso, ovviamente, è il caso di chi ha ignorato le prescrizioni”. Lo dichiara il deputato, Luca Pastorino, segretario di presidenza alla Camera per Leu.

“La decisione di una chiusura generalizzata di piscine e palestre – aggiunge Pastorino – provocherebbe un danno pesante ai gestori di queste strutture, e anche ai Comuni e agli Enti locali, con una forte ricaduta sui lavoratori. Inoltre, è bene ricordare che in quei centri si svolgono attività importanti per il benessere e la salute delle persone. E, come viene riportato da alcuni autorevoli studi, l’attività fisica risulta una preziosa prima linea di difesa contro l’eventuale attacco del Covid.

Auspico, dunque, che i ministri Speranza e Spadafora accolgano l’appello su piscine e palestre. In questa fase è fondamentale fare i controlli e sanzionare chi non è in regola per la mancata osservanza dei protocolli di sicurezza. Una posizione già espressa dal presidente del Consiglio Conte, nell’ultima conferenza stampa a Palazzo Chigi. Ma la serrata indistinta rappresenterebbe un colpo troppo forte. E anche difficile da spiegare a chi ha investito per la sicurezza degli centri”