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Covid e tpl, Rixi (Lega): “Carenze sono responsabilità del Governo”

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Roma. “In sei mesi la mano destra non si è parlata con la mano sinistra: se ci siamo trovati con casi di evidente sovraffollamento dei mezzi di trasporto pubblico locale è dovuto al fatto che il governo ha pensato a creare un’offerta che non rispondeva a una reale domanda”. Lo dichiara il deputato della Lega e responsabile nazionale Infrastrutture Edoardo Rixi.

“È mancato un tavolo di confronto tra ministero della Sanità, dei Trasporti e dell’Istruzione, che desse linee guida sugli scaglionamenti di entrate e uscite da scuole e luoghi di lavoro. Inoltre, dei 900 milioni stanziati dal ministero per l’implementazione del tpl, 600 sono serviti a tappare le perdite delle aziende di trasporto accumulate durante il lockdown e i 300 milioni, che non sono neppure arrivati tutti alle Regioni nella ripartizione del fondo nazionale, sarebbero serviti per l’implementazione delle linee-tratte che non garantivano la capienza dell’80%”. dice ancora Rixi.

“Il ricorso a taxi e ncc, includendoli nel tpl, non può prescindere da un accesso immediato ai ristori per evitarne il rischio fallimento. La situazione di sovraffollamento dei mezzi pubblici si è verificata in quelle città come Milano, Torino, Roma e Napoli dove l’utilizzo della metro e del ferro non può essere sostituito dai bus: nessun utente sceglie di stare imbottigliato per ore nel traffico rinunciando a prendere la metro o il treno. Ma a questo il governo non ha pensato, dimostrando ancora una volta incompetenza e nessun ascolto di Regioni, mondo della scuola e aziende di trasporto”.