Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Coronavirus, Toti sul nuovo Dpcm: “Iniqui i divieti per le feste, no al limite massimo di 30 persone”

I governatori hanno chiesto modifiche: "Ognuno festeggia ciò che vuole, i provvedimenti non possono penalizzare alcune categorie"

Più informazioni su

Genova. È sul tema delle feste che i governatori hanno espresso le maggiori perplessità ieri sera dopo essere stati convocati dal governo che si apprestava a varare il nuovo Dpcm con le norme anti-coronavirus. “Dover analizzare un provvedimento in così poco tempo ha lasciato tutti perplessi”, ha lamentato il presidente ligure Giovanni Toti in una diretta Facebook notturna in cui ha spiegato perché su alcuni punti l’intesa con Conte non è arrivata.

Anzitutto il limite di 30 persone per matrimoni, battesimi e simili: “Francamente è un’inibizione fuori dalle regole che ci siamo dati oggi se non si tiene conto dell’ampiezza e delle caratteristiche del locale. Non c’è proporzionalità: esistono locali da mille persone e locali molto più piccoli”, ha ricordato Toti.

Un altro passaggio critico è quello che specifica la deroga alle feste “conseguenti a celebrazioni civili o religiose“. Per Toti e altri governatori è “una profonda iniquità, ciascuno festeggia quello che vuole. Credo che la motivazione per cui una persona invita altri a festeggiare sia una cosa che non deve riguardare lo stato. L’importante è che il locale scelto sia adeguato”.

La terza critica riguarda nello specifico i matrimoni. “Sono eventi che si organizzano in largo anticipo, con invitati che arrivano dall’altra parte del mondo, per cui si versano importanti caparre con grande dispendio. Deve esserci una clausola di salvaguardia che permetta alle persone di recuperare i soldi che hanno già versato e ai locali che hanno preso impegni di avere un risarcimento”, ha osservato ancora Toti.

A indispettire le Regioni sono anche le norme sul trasporto pubblico che demandano ancora una volta la programmazione alle Regioni senza tuttavia cambiare le regole sulla didattica a distanza nelle scuole. “Finora lo abbiamo fatto senza avere aiuti dal governo – attacca Toti -. Torneremo a chiedere di avere tutti i mezzi necessari per aumentare l’offerta, continuare questo tira e molla sui nostri autobus e metropolitane non ha molto senso in questo clima di allarme Covid”.

Per questi motivi “abbiamo dato un parere condizionato e abbiamo proposto modifiche sostanziali che potranno essere recepite anche nelle Faq o attraverso modifiche del Dpcm stesso. È chiaro che il negazionismo non è la risposta adeguata, ma dobbiamo evitare che i provvedimenti che servono a limitare la diffusione della pandemia si trasformino in comportamenti iniqui che possano penalizzare alcune categorie”, ha concluso il presidente ligure.