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Coronavirus, Toti: “Se salisse la curva delle terapie intensive mi preoccuperei seriamente”

"A mali estremi rimedi estremi, siamo pronti a qualunque misura ma il governo valuti i danni all'economia"

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Genova. “Se vedessi nelle prossime ore cambiare la curva delle terapie intensive, come sta salendo ora la curva delle medie e basse terapie, mi preoccuperei seriamente”. Così il presidente Giovanni Toti, intervistato in diretta a SkyTg24, spiega quale sarà la “soglia” per valutare ulteriori misure in Liguria dopo le ultime ordinanze varate insieme al sindaco di Genova Marco Bucci.

“Oggi il numero di decessi e di terapie intensive non è paragonabile a quello della scorsa primavera – ha specificato Toti – e così anche i numeri delle curve”. Al momento il dato dei malati gravi negli ospedali non è allarmante, ma nella prossima settimana verranno attivati 200 posti letto in strutture extra-ospedaliere. Domani (sabato), ha confermato il governatore, sarà riaperto l’Evangelico di Voltri come ospedale dedicato al Covid.

E ancora una volta Toti non esclude completamente l’ipotesi di un nuovo lockdown. “Credo che una valutazione col governo nelle prossime ore andrà fatta. Se riteniamo di fare un lockdown nazionale la Liguria non si sfilerà, ma credo che il governo debba valutare bene l’impatto che avrà. C’è tutta una serie di provvedimenti che andranno prorogati”, avverte riferendosi al blocco dei licenziamenti e alle somme di ristoro per le attività colpite.

Siamo disposti a fare tutto quello che serve e nel contempo cercheremo di non fermare l’economia. A mali estremi rimedi estremi, siamo pronti a qualunque misura. Ne possiamo prendere di ulteriori sapendo però che stiamo agendo su un tessuto economico molto logorato. Su Genova – ha concluso – stiamo cercando di contenere anche i danni. Spero di riuscire a mantenere un fragile equilibrio ma non lo assicuro a nessuno”.