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Coronavirus, Toti: “Possibili nuove misure nei quartieri più colpiti per mitigare la curva di crescita”

Il presidente della Regione: "Attenzione per non dire preoccupazione per il volume che ha preso la diffusione del virus e per l’aumento dei pazienti di bassa e media intensità"

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Genova. “Ho sentito i governatori di altre regione e il ministro della Salute Speranza, c’è attenzione per non dire preoccupazione, per il volume che ha preso la diffusione del contagio e per l’aumento dei pazienti di bassa e media intensità”. Per la prima volta da giorni, per non dire settimane, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti usa più volte la parola “preoccupazione”.

Sulla base dei 585 nuovi contagi di oggi in Liguria, certo, dei 37 ospedalizzati in più, ma soprattutto del trend di crescita di entrambi i parametri. “Ed è per questo che – dice – nei prossimi giorni non è escluso si decidano ulteriori misure soprattutto per le zone maggiormente colpite dal virus”.

Quali ulteriori misure? Nelle ultime ore si è parlato di coprifuoco alle 22, di didattica a distanza per i ragazzi delle ultime classi delle superiori, ma Toti avverte: “Per il momento quelle che sentite sono solamente delle ipotesi, su cui bisognerà avere un parere dei medici, la vidimazione previo consulto con il governo, ma sì, è possibile che qualcosa si faccia per mitigare ulteriormente la curva della crescita del covid nella nostra regione”.

Al momento, uno dei pochi dati che conforta l’amministrazione regionale e chi gestisce la sanità (a questo proposito, proprio oggi Toti ha ufficializzato che terrà per sé la delega della sanità) è il fatto che le terapie intensive si aggirino intorno alla trentina.

“Abbiamo una disposizione di 250 posti in terapia intensiva – ricorda – e siamo al 10% del potenziale di occupazione, il tetto a espandere ulteriormente quella cifra massima di posti letto è dato dal numero di personale e dalla specializzazione del personale stesso più che dai materiali che sono reperibili sul mercato”.