Coronavirus, parola al pediatra: “No al terrorismo, sì ai contatti sociali per i bambini” - Genova 24
Posizione

Coronavirus, parola al pediatra: “No al terrorismo, sì ai contatti sociali per i bambini”

Il primario al San Paolo, Antonio Gaiero: "Questa fase va vissuta con serietà, ma anche serenità. Mai creare paura nei bambini, soprattutto nei più piccoli"

Generica

Liguria. Invitare l’amichetto a casa o andare a giocare ai giardinetti, abitudini che tutti abbiamo da piccoli. Ma ora con il Covid il dubbio: meglio evitare? Non è d’accordo il primario di Pediatria e Neonatologia del San Paolo di Savona, Alberto Gaiero che dichiara: “I bambini hanno bisogno di contatti sociali, in questo momento non devono essere esclusi. Ovviamente deve esserci massima serietà da parte delle famiglie che, se entrano in contatto per lavoro o altro con casi positivi o in attesa dell’esito del tampone, devono avvertire gli altri genitori”.

E sul distanziamento domestico, la posizione del pediatra non cambia: “Mi sembra una forzatura, stare ad un metro di distanza con i propri conviventi è impensabile”.

Attualmente la situazione non è come quella di marzo, la curva dei contagi è in aumento, ma nei reparti di terapia intensiva della nostra regione, ci sono pochi casi e sono di media intensità. Certo, non bisogna essere superficiali e sottovalutare i dati, non vogliamo e non possiamo arrivare ad un secondo lockdown. Questa fase va affrontata con serietà seguendo tutte le indicazioni e precauzioni, ma anche con serenità perché al momento non ci sono condizioni di terrorismo clinico. Anche per quanto riguarda i tamponi nelle scuole, dopo un’iniziale fase di rodaggio, ora stanno funzionando molto bene” sottolinea.

“E soprattutto non bisogna vivere nella paura, in particolare quando si è a contatto con dei bambini piccoli. Non bisogna assolutamente incutere loro terrore, ma rapportarsi in maniera giocosa, cercando di spiegare la situazione, l’uso della mascherina come una favola o un gioco per combattere il ‘mostriciattolo’ coronavirus”.

Ma come prevenire il contagio nei bambini? “Considerando l’elevato numero di asintomatici e la conseguente difficoltà nel fare dei tracciamenti ben fatti, l’unica vera prevenzione sarà il vaccino anti-covid – afferma Gaiero – ma ritengo che prima di avere un vaccino davvero efficace e sicuro passerà molto tempo, personalmente le mie previsioni sono intorno alla fine del 2021. I tempi per la sua realizzazione sono lunghi, non è come preparare un frullato”.

“Ma nell’attesa del vaccino si dovranno seguire tutte le indicazioni: rispetto della distanza, indossare la mascherina, igienizzare frequentemente le mani. Prediligere i luoghi aperti per giocare, si può uscire, non si deve stare sempre in casa. Ovviamente effettuare il vaccino antinfluenzale, che è sempre stato importante e quest’anno lo è ancora di più. Poi punto fondamentale non sottovalutare mai i sintomi che sono potenzialmente correlati al Covid-19 evitando contatti e la scuola in caso di presenza di febbre, raffreddore, tosse. Infine evitare, se non necessari, gli spostamenti in regioni  ‘rosse’ ad alto rischio contagio”.

E sull’ultima ordinanza della Regione: “Non criminalizzo i comportamenti di quest’estate, i messaggi da parte delle istituzioni non erano chiari. Dopo l’ordinanza di martedì, finalmente ci sono regole scritte e divieti, non più solo raccomandazioni. Devono essere seguite, però, da controlli capillari come sta accadendo negli ultimi giorni” conclude il primario del San Paolo.

leggi anche
petizione trasparenza
Richiesta
Coronavirus, “Diteci cosa state facendo”: la petizione-appello della società civile all’Asl3
ambulanza in attesa al galliera
Bollettino
Coronavirus, in Liguria 690 nuovi positivi e impennata di decessi: 17 morti in più