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Coronavirus, nuova stretta in arrivo sui mezzi pubblici? Sui bus Amt si viaggia già “a tappo”

Continuano ad arrivare segnalazioni di vetture sovraffollate mentre il governo valuta di portare la capienza al 50%

Genova. Il tasso di riempimento sui mezzi pubblici Amt, secondo ciò che ha rilevato l’azienda nel primo mese di servizio invernale, si attesta mediamente all’80% della capienza massima delle vetture. Raggiunge, cioè, il limite di legge fissato dal Dpcm attualmente in vigore. Il paradosso è che nelle prossime ore quel provvedimento potrebbe essere nuovamente superato da regole più stringenti, come la riduzione del tetto massimo al 50%, o in alternativa misure igieniche più rigorose quali sanificazioni più frequenti e guanti obbligatori a bordo.

Quello che i passeggeri genovesi continuano a documentare sono invece autobus troppo pieni, dove a volte si raggiunge (e magari si supera) anche il 100% della capacità nominale. La foto di copertina ci arriva da Daniele Monaco, docente di scuola secondaria, e testimonia la situazione a bordo della linea 36 questa mattina. Quella sotto è di Giovanni Gagliardi e risale allo scorso 20 settembre.

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Linea 35, ore 19.10 e la corsa successiva (35/) è tra 18 minuti”, ci aveva scritto. Del resto sono numerose le segnalazioni, anche solo testuali, che ci sono pervenute nelle ultime settimane sui bus che servono i quartieri collinari come Oregina.

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E a proposito di assembramenti, era tutt’altro che rassicurante lo scenario alla stazione della metropolitana di Brin stamani poco dopo le 7.30. A causa di un guasto il treno in arrivo è stato dirottato sul binario della partenza dove erano già in attesa decine di viaggiatori con scarso rispetto delle distanze di sicurezza come dimostra la foto di Fabio Franchini. Risultato? Sono scesi tutti sulla stessa banchina e la separazione dei flussi è saltata del tutto. Solo mercoledì scorso Sara Giambarresi ci inviava l’immagine dei passeggeri in coda sulle scale nella stessa stazione.

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Nelle scorse ore era stata Sandra Zampa, sottosegretaria alla salute, a ipotizzare una nuova stretta sulla capienza dei mezzi pubblici in un’intervista alla Stampa, aggiungendo che “fissare all’80% il limite massimo di capienza dei bus è stato rischioso. Avere una soglia così alta, senza un controllo effettivo a bordo, vuol dire lasciare la possibilità che si arrivi facilmente a mezzi pubblici pieni al 100%”.

E oggi Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ha rilanciato: ”Dinanzi all’incapacità di Regioni, Comuni e società dei trasporti di evitare assembramenti di passeggeri su bus, metro e tram, non c’è altra via che limitare la capienza massima sui mezzi pubblici, che deve essere subito ridotta al 50%”. Come? “Aumentando il numero di bus, metro e tram in circolazione e diversificando gli orari di apertura di uffici e scuole, in modo da evitare sovraffollamenti negli orari di punta”.

Al momento Amt non commenta l’indiscrezione, ma a parlare sono i dati: dal 14 settembre l’azienda ha messo in campo l’intero parco mezzi (484 quelli in servizio nella fascia mattutina) e tutti gli autisti in servizio, quindi un potenziamento ulteriore sarebbe impraticabile. Dagli uffici di via Montaldo assicurano che le situazioni critiche non sono all’ordine del giorno. Gli episodi di sovraffollamento, stando ai rilievi dei tecnici, non riguardano linee specifiche ma si verificano quasi sempre in orario di punta. Ogni volta spetta all’autista avvisare la centrale operativa e a quel punto, se c’è disponibilità, si attivano corse di rinforzo sulle tratte in sovraccarico.

Al momento, insomma, l’unico modo per ridurre il numero di passeggeri su autobus e treni sarebbe una nuova ondata di chiusure per tornare al livello di spostamenti pre-estivo. A Milano, dove i contagi sono schizzati verso l’alto, è in corso di valutazione anche la didattica a distanza obbligatoria per tutte le superiori. A Genova si escludono per ora misure generalizzate, ma se arriverà la stretta sul trasporto pubblico serviranno soluzioni per scongiurare il caos.