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Coronavirus, l’epidemiologo Icardi: “La mascherina non è una panacea, ma farà scendere i contagi”

Il direttore di igiene del San Martino: "Ci aspettiamo una discesa in centro storico, ma attenzione ai contatti intra-familiari"

Genova. “Non dico da oggi, ma comunque in questi giorni mi aspetterei di vedere una discesa dei contagi per quanto riguarda il centro storico”. È la previsione di Giancarlo Icardi, direttore di igiene del San Martino di Genova, all’indomani del record di nuovi contagi registrato in Liguria dall’inizio della pandemia (ieri 447, di cui 354 solo nel territorio metropolitano del capoluogo) e a tre settimane dall’ordinanza che ha imposto l’uso delle mascherine all’aperto nella zona dei vicoli.

Provvedimento che finora non sembra aver dato frutti, come aveva paventato già Filippo Ansaldi, responsabile della prevenzione in Alisa. Tanto che ora, dopo l’ennesimo exploit, sono pronte ulteriori restrizioni mirate. “Quando decidiamo alcune misure bisogna sempre ragionare in termini di effetti che non si vedono nell’immediato – spiega l’epidemiologo genovese – e questo ce lo insegna il cluster della Spezia. Prima di interrompere la catena di trasmissione di un virus come questo, dove tutta la popolazione è suscettibile, teniamo conto che i risultati si notano dopo due-tre settimane”.

Del resto non tutto dipende dalla protezione delle vie respiratorie. “È chiaro che la misura della mascherina è utile – precisa Icardi – ma, come dico sempre io, non è la panacea di tutti i mali. Si adotta come ausilio, ma non possiamo pensare che azzeri il rischio. Sicuramente però lo limita, e questo non lo dico io ma lo dicono i dati e le valutazioni scientifiche che si fanno”.

Ma le misure restrittive sui locali e sugli assembramenti in strada allora sono utili? “Penso che la verità stia nel mezzo – risponde l’esperto del San Martino -. Da una parte c’è la vita sociale e tutto ciò che facciamo fuori dalle mura domestiche, è chiaro che questo ci espone alla possibilità di venire in contatto con qualche persona contagiata, ovviamente asintomatica. Ma poi ci sono i contagi intra-familiari, perché le persone hanno una vita anche a casa. Le modalità di contagio si possono trovare ovunque, il virus non tocca sempre agli altri, può essere anche molto vicino a noi”.

E quindi appaiono comprensibili le raccomandazioni del governo: meno sensato pensare che le persone indossino la mascherina tra le mura private, più ragionevole evitare occasioni di assembramento con gli ospiti. “È chiaro tuttavia che un’efficacia del 100% non esiste, dobbiamo comunque accettare che una probabilità di contagio c’è sempre”, ricorda Icardi.

Quanto al fatto che la Liguria risulti attualmente al primo posto in Italia per incidenza dei nuovi positivi, l’epidemiologo invita alla cautela: “Avendo avuto a stretto giro un cluster alla Spezia e uno in centro storico, ci sta che la Liguria sia una delle regioni dove gli indicatori indicano una certa circolazione del virus più ampia rispetto ad altre realtà. I numeri assoluti hanno significato, ma dobbiamo guardarli sugli indicatori di esito, se il sistema sanitario nel complesso regge. E poi queste considerazioni è giusto farle alla fine di un’epidemia, oggi è difficile fare valutazioni”, conclude.