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Coronavirus, in Liguria è scattata l’ultima fase di incremento posti letto negli ospedali

Il piano finale ora prevede 1.800 posti in bassa e media intensità di cura. "Non aumenteremo le terapie intensive"

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Genova. È scattata ufficialmente in Liguria la “fase 4“, l’ultima prevista dal piano di incremento di posti letto per far fronte all’emergenza coronavirus. “Da questa mattina – ha annunciato il presidente Giovanni Toti in conferenza stampa – tutte le Asl hanno l’obiettivo di passare quanto prima alla fase 4. Entro 72 ore da quando è stato diramato l’ordine saremo totalmente in questa fase per quanto riguarda i letti di media intensità”.

Nei prossimi giorni quindi il San Martino passerà a 282 posti letto (attualmente sono 249 quelli occupati di cui 12 in terapia intensiva), il Villa Scassi a 160, il Galliera a 130. “Non abbiamo chiesto di salire sulle terapia intensive”, ha precisato Toti. Numeri che la Regione prevede di raggiungere in poco tempo visto che gli ospedalizzati crescono a ritmi vicini alle 100 unità giornaliere su tutta la Liguria.

La fase 4 è articolata a sua volta in altri scaglioni. La disponibilità massima di posti in bassa e media intensità di cura prevedeva 1.290 letti in tutta la Liguria più 260 in terapia intensiva. La Regione ha chiesto alle Asl di attivare 500 posti in più rispetto al piano iniziale, arrivando a circa 1.800, e al contempo abbassare a 200 la programmazione delle terapie intensive che al momento non destano alcuna preoccupazione (sono 46 quelle occupate a livello complessivo).

Oltre ai posti letto la Regione ha annunciato un piano di assunzioni centralizzate al San Martino che verranno poi smistate a seconda delle necessità e prevedono l’ingresso di 580 infermieri, 34 anestesisti, 2 pediatri, 8 medici d’urgenza, 2 tecnici di radiologia e 6 specializzandi. È in corso anche un avviso per soli titoli a tempo indeterminato per chirurgia, medicina interna e endocrinologia per un totale di 18 persone da assumere.

Queste assunzioni si aggiungono a quelle già effettuate, al 22 ottobre, che corrispondono a 882 unità di cui 343 medici, 223 infermieri, 316 professionisti di restanti qualifiche (tecnici di laboratorio, tecnici radiologi, operatori socio-sanitari e altre).