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Coronavirus e sanità, sindacati contro blocco delle ferie: “Scaricano responsabilità sui lavoratori”

"La situazione è sotto gli occhi di tutti. Di tutto c'è bisogno tranne che degli editti improvvisati dei Commissari"

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Genova. “Ancora una volta la Regione, attraverso Alisa suo braccio operativo, vorrebbe scaricare sulle lavoratrici e i lavoratori della sanità le sue incapacità e le sue contraddizioni”.

Con queste parole la Fials di Genova commenta la circolare di Alisa diramata nelle scorse ore dove veniva consigliato ai direttori della varie Asl di bloccare le ferie e i permessi dei dipendenti sanitari, e procedere a “controlli” sulle 104 per assistenza ai disabili. “In particolare, è stato chiesto alle Aziende, se necessario, di provvedere a sospendere le ferie in godimento del personale – si legge in una nota stampa – Inoltre, appare necessario che il personale deputato all’assistenza non fruisca, nell’attuale periodo di emergenza, dei permessi di cui all’art. 36 comma 1 lett. a) del CCNL della dirigenza e del CCNL del comparto, ovvero dei permessi relativi alle attività di formazione. È stata inoltre raccomandata la massima scrupolosità nella concessione dei permessi ex l. 104/92 nonché dei permessi orari retribuiti. Tutto questo con il solo fine di garantire, in una situazione non ordinaria ma di emergenza, la copertura dei servizi assistenziali essenziali”.

Una scelta che riprende una misura simile scattata anche a marzo, quando il paese per la prima volta si trovava ad arginare questa l’ondata di contagi. “Giustamente in molti, per quello che ci riguarda soprattutto in campo sindacale, denunciano le carenze di organico e l’insufficienza delle assunzioni oltre che generiche “incapacità gestionali” che non è difficile documentare Ma nel momento di passare dalle parole ai fatti a giugno e a luglio, a manifestare sotto la Regione per le assunzioni, i DPI, il Contratto, la sicurezza, Cgil, Uil e Cisl, purtroppo non c’erano”.

“Blocco delle ferie e dei permessi, problemi organizzativi e gestionali, organici ridotti e insufficienti, assunzioni inadeguate e precarie, protezione e sicurezza per i lavoratori. Sono provvedimenti e situazioni che possono essere utilizzate con minore o maggiore pressione nei confronti dei lavoratori e del lavoro. Il Covid colpisce tutti ma non è né “democratico” né uguale per tutti. Noi siamo esposti in prima fila e non possiamo sottrarci. Sono oltre 40.000 le lavoratrici e lavoratori della sanità contagiati dallo scorso marzo. Sono oltre cento i morti. Cinque in Liguria. Due nella sanità pubblica a Villa Scassi. La situazione è sotto gli occhi di tutti. Di tutto c’è bisogno tranne che degli editti improvvisati dei Commissari”.