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Coronavirus, caccia ai posti letto di media intensità e anche al Galliera scatta la fase 3

Quasi 400 ricoverati per Covid, a Genova potrebbero entrare in gioco alcune strutture private per la degenza dei pazienti non gravi

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Genova. Se si analizzano i bollettini giornalieri Covid di Alisa-Regione negli ultimi giorni è evidente che la pressione ospedaliera del contagio, a Genova, ha interessato soprattutto l’ospedale San Martino, seguito dal villa Scassi. Ma da lunedì 19 ottobre anche il Galliera si organizzerà in modo da ricavare altri 26 posti letto covid di media intensità.

Lunedì sarà quindi attivata anche nell’ospedale di Carignano la cosiddetta “fase 3” per l’emergenza ospedaliera come previsto dal piano regionale. La direzione del nosocomio informa che questo prevederà l’interruzione dei ricoveri di day surgery e ricoveri brevi di un giorno, fatti salvi alcuni casi.

Le eccezioni riguardano le patologie neoplastiche, situazioni indifferibili poiché l’eventuale posticipazione dell’intervento può causare danno o grave rischio previsto o prevedibile, situazioni la cui gravità clinica pregiudica gravemente e in maniera documentabile la capacità di vita di relazione e lavorativa. I ricoveri di questo tipo di pazienti saranno programmati in modo da consentire la permanenza in ospedale nelle condizioni di migliore sicurezza possibile rispetto alla situazione generale di emergenza pandemica. Nella foto qui sotto il nuovo accesso triage con riscaldamento, operativo da questa mattina al San Martino.

Generica

Nei giorni scorsi il San Martino aveva già attuato la fase 3 ampliando alcuni reparti covid e destinando intere aree alla cura di questa patologia. I pazienti covid positivi al policlinico ieri erano 117, di cui 14 in terapia intensiva. A livello ligure i pazienti sono 379.

Il coordinatore del Diar emergenza-urgenza per la Liguria, Angelo Gratarola, rispondendo ai pre-allarmi lanciati dall’istituto superiore di Sanità ha spiegato che i posti disponibili negli ospedali liguri sono in totale 1200 e che sono 250 quelli dedicati alle terapie intensive, al momento utilizzati per poco più del 10%. Ma a preoccupare è il trend di crescita dei nuovi ospedalizzati, ormai fisso su 25-30 al giorno da quattro giorni e con una curva in salita, soprattutto per quanto riguarda i posti a media intensità.

A questo proposito a Genova potrebbero entrare in gioco alcune strutture per pazienti che hanno superato il picco della malattia ma che non possono affrontare la degenza che resta a casa, in modo da velocizzare il turn over dei posti letto in ospedale. Oltre a quella di viale Cembrano anche altre strutture private, tra cui la rsa Sereni Orizzonti di Sestri Ponente, potrebbero essere presto messe a disposizione del sistema sanitario pubblico. Nella speranza che non sia necessario richiamare in porto la “nave ospedale” allestita durante il picco primaverile su un traghetto Gnv.