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Coronavirus, anche medici di famiglia e pediatri scendono in campo per i test rapidi

Per potenziare la capacità di tracciamento del sistema sanitario, ma i medici chiedono spazi pubblici, segreterie e cartelle on line

Genova. Medici di medicina generale – i medici di famiglia – e i pediatri di libera sono disponibili a entrare in gioco per ampliare la capacità di tracciamento della sanità ligure ma non ad ogni costo. Oggi si è svolta la prima riunione tra le associazioni di categoria, Alisa e la Regione per capire come anche medici e pediatri potranno effettuare tamponi rapidi sui propri pazienti.

La riunione è aggiornata a giovedì, ma si è chiusa con una doppia richiesta da parte dei medici e bisognerà capire se potrà essere soddisfatta dalla Regione. Quello che è quasi certo è che l’effettuazione dei tamponi rapidi (i test antigenici, quelli in cui il tampone si inserisce nel naso) non avverrà negli studi privati dei singoli medici ma in spazi pubblici messi a disposizione dai distretti sanitari. Questo per avere una migliore sicurezza e una più affidabile capacità di sanificazione. Anche i tamponi e i dispositivi di protezione individuale saranno forniti dalle asl.

Ma non basta. “Si tratta di una procedura complicata – spiega Andrea Stimamiglio, segretario ligure del sindacato Fimmg, federazione italiana medici di medicina generale – bisogna fare il tampone, elaborarlo, comunicare l’esito al sistema informatico regionale, effettuare un eventuale secondo tampone molecolare, oltre alla vestizione e alla sanificazione, per questo se vogliamo che un maggior numero possibile di medici e pediatri si metta a disposizione è necessario semplificare il loro lavoro”.

Per questa ragione i professionisti hanno posto alla Regione due condizioni: la prima è che i medici che non hanno a disposizione una segreteria possano avere dei contributi per assumere personale, d’altronde organizzare le visite in spazi extra-studio richiederebbe molto tempo ai medici che si autogestiscono (la Regione è stata possibilista, ma solo per il periodo dell’emergenza), la seconda condizione è che finalmente medici di famiglia e pediatri di libera scelta possano accedere al “ritorno dei dati in cartella” in maniera digitale – in generale, non solo per i casi covid correlati – per velocizzare il trattamento di tutti i pazienti, specialmente degli anziani.

Un’altra delle questioni discusse è stata quella del costo del tampone rapido. Regione Liguria è intenzionata a metterli a disposizione gratuitamente per chi sia un contatto di caso mentre avrebbero un costo “calmierato” per chi volesse testarsi a prescindere dalla “storia”.