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Coronavirus, anche a Genova tamponi rapidi per chi arriva con un volo dall’estero

Nuove misure in centro storico, si attende il Dpcm. La Regione cerca altre strutture per dimettere i malati meno gravi

Genova. Anche all’aeroporto Cristoforo Colombo arrivano i tamponi rapidi per accertare un eventuale contagio da coronavirus dei passeggeri in arrivo dall’estero. A darne notizia è il presidente ligure Giovanni Toti durante l’aggiornamento quotidiano sull’emergenza sanitaria.

“I tamponi rapidi verranno forniti da Asl 3 in collaborazione con Usmaf a partire da questa settimana, in questo momento stiamo compiendo uno sforzo di screening molto potente”, ha spiegato il governatore.

Lo scalo genovese ha riattivato i collegamenti con Regno Unito e Paesi Bassi, entrambe nazioni per le quali il governo italiano prevede l’obbligo di eseguire un test prima della partenza, appena sbarcati o comunque entro 48 ore dall’arrivo. Al momento sono previsti due voli, uno operato da Ryanair su Londra e uno per Amsterdam offerto da Klm. I test rapidi, che consentono di avere il risultato entro un quarto d’ora, saranno eseguiti sui passeggeri in arrivo. Le modalità saranno comunicate nei prossimi giorni visto che l’accordo è stato raggiunto oggi stesso.

Per quanto riguarda le nuove misure su Genova, dove “abbiamo la situazione più critica in Liguria”, ha confermato Bucci, si attendeva il nuovo Dpcm che il governo ha varato nella notte. La nuova stretta riguarderà certamente il centro storico, dove si registra un’incidenza fino a 5 volte superiore alla media nazionale (10 casi ogni 10mila abitanti contro il valore “soglia” di 2 casi), ma anche quartieri come Sampierdarena, Cornigliano e Rivarolo.

Oltre ai test rapidi in aeroporto l’altra novità è che la Regione sta cercando nuove strutture dove ospitare i malati che vengono dimessi dagli ospedali. “Abbiamo bisogno di strutture a bassissima intensità di cura – ha spiegato il presidente Giovanni Toti – perché molti sono ricoveri sociali, persone che pur non avendo un serio bisogno clinico vengono tenuti in corsia per ragioni di fragilità o perché sono stranieri che non hanno una dimora adatta per una convalescenza in sicurezza”.

Accanto alla struttura di viale Cembrano a Sturla, che non è mai stata disattivata e che ha ancora alcuni posti disponibili, la Regione sta valutando altre “cinque ipotesi che penso siano attivabili già all’inizio della settimana prossima”, ha detto Toti. Dovranno essere strutture dotate di personale sanitario e attrezzature medico, quindi si pensa principalmente a residenze protette già adatte allo scopo.