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Chiusure anticipate e smart working, bar e ristoranti verso il collasso. La Fipe: “Ora servono sostegni”

Cassa integrazione e sostegni alle imprese chiede la Fipe: "Non ha senso punire tutti, ma servono maggiori controlli

Genova. Avranno ancora una volta senso di responsabilità i pubblici esercizi, come chiede in una nota la Fipe nazionale ai suoi iscritti, ma le associazioni di categoria ora chiedono al Governo misure che consentano alle imprese di restare in piedi. “Per noi i locali pubblici sono uno presidio di sicurezza rispetto ai quali chiediamo più controlli e una più netta divisioni tra buoni e cattivi tra chi le regole le rispetta e chi no, mentre la chiusura anticipata non fa altro che penalizzare tutti in modo indiscriminato” commenta il presidente della Fine-Confcommercio Liguria Alessandro Cavo al termine di una lunga riunione in cui si è affrontato proprio il tema del nuovo dpcm.

Per bar e ristoranti, che si stavano appena riprendendo da mesi infausti oggi arriva la scure non solo delle chiusure anticipate a mezzanotte e dei limiti per i banchetti, ma anche quella del rilancio dello smart working che si somma al divieto dei tickets restaurant per chi è al lavoro da casa e all’azzeramento dei pranzi di rappresentanza: “Le prime colazioni e i pranzi si sono quasi azzerati e ora la situazione con il rilancio dello smart working non potrà che peggiorare” spiega Cavo.

La Fipe per supportare i suoi iscritti “che stanno perdendo la fiducia nel futuro” ha addirittura attivato un numero verde di supporto psicologico. Il numero (35117671290) è attivo cinque giorni alla settimana (lu-me-gio dalle 18 alle 21 e mar e ven dalle 10 alle 13). “La recente risalita dei contagi rappresenta un ulteriore fattore di preoccupazione per chi ha investito tempo, fatica e denaro nel suo locale e che ha la responsabilità non solo della sua famiglia, ma anche dei dipendenti – spiegano dalla Fipe – Se vogliamo davvero rialzare la testa, abbiamo il dovere di garantire anche la tenuta psicologica delle persone”.

Dopo la stretta dal Governo i ristoratori genovesi auspicano che non arrivino ulteriori restrizioni dall’ordinanza della Regione Liguria che potrebbe essere firmata domani: “Ho letto le dichiarazioni del presidente Toti – dice Cavo – e mi pare che capisca perfettamente la nostra situazione. D’altronde noi sosteniamo con forza la possibilità che le Regioni possano decidere con maggiore autonomia le misure da applicare perché hanno una conoscenza più approfondita dei territori”.

Al Governo la Fipe dice: “Ci auguriamo che la prossima volta che verranno decisi provvedimenti di questo tipo siano coinvolte le categorie. E oggi chiediamo risorse perché mentre leggiamo dei 3 miliardi ad Alitalia, siamo in attesa di capire che sostegni verrano dati alle nostre 300 mila imprese”.