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Chiusura dei locali alle 23, la Fipe: “Sarebbe autolesionismo, più sanzioni a chi non rispetta le regole”

Nel pomeriggio arriva poi la smentita di palazzo Chigi: "Nessuna chiusura anticipata"

Genova. C’è preoccupazione tra i ristoratori e i gestori di bar e locali dall’ipotesi che pare contenuta nel nuovo dpcm del presidente Conte di chiudere anticipatamente (alle 22 o alle 23) bar e locali per contenere gli assembramenti.

La misura è in via di valutazione ma i rappresentanti della categoria provano a mettere le mani avanti spiegando perché non avrebbe i risultati sperati. ““Imporre la chiusura dei locali alle 23 – sottolinea il presidente nazionale di Fipe- Confcommercio, Lino Enrico Stoppani – sarebbe un atto di puro autolesionismo per il Paese e un’inutile punizione per il settore. Se l’obiettivo è quello di contrastare le aggregazioni, l’unico effetto che si ottiene così facendo è far riversare le persone in strada senza più alcun controllo. Abbiamo lavorato per mesi a un protocollo in grado di garantire sicurezza e lavoro e ora si vorrebbero annullare questi sforzi a danno di un settore già duramente colpito dal lockdown e dal perdurare della crisi. Mi auguro che si tratti di una indiscrezione senza fondamento e che, al contrario, ci si prepari ad incrementare i controlli su tutti coloro, imprese e cittadini, che non rispettano le regole. Questo sì che sarebbe un bel segnale di serietà e di rispetto per chi svolge correttamente il proprio lavoro mettendo al primo posto la sicurezza”.

In linea con le parole del presidente nazionale anche Marina Porotto, presidente genovese dei giovani della Fipe, e titolare di due locali nella zona della movida in piazza delle Erbe: “Siamo in linea con le parole del nostro – dice Porotto – ovviamente il pubblico esercizio è l’unico in grado di garantire la sicurezza e il controllo e non possiamo pagare tutti le conseguenze della mancanza di regole di alcuni. Chiediamo quindi il rispetto delle regole e il controllo dei comportamenti”. Quest’estate i ristoratori di piazza delle Erbe hanno assunto degli steward proprio per evitare gli assembramenti davanti ai loro locali.

Le regole ci sono spiegano i ristoratori: “dal distanziamento di un metro, dall’uso di gel igienizzanti e delle mascherine quando ci si sposta, alla rilevazione del nome di almeno un cliente per tavolo per assicurare la tracciabilità. Gli abusi si contrastano individuando e sanzionando chi non rispetta le regole – dice ancora Stoppani – non chiudendo tutte le attività”.

Nel pomeriggio, dopo il rincorrersi di voci contrastanti arriva però la smentita di palazzo Chigi attraverso un lancio Ansa: “Non c’e’ nessuna intenzione da parte del governo di chiudere ristoranti, bar e locali come si legge su alcune testate, ne’ di anticiparne l’orario di chiusura introducendo di fatto un coprifuoco”sottolineano fonti di Palazzo Chigi.

“Meno male che siamo Stati ascoltati – aggiunge Porotto dopo aver appreso la notizia – ora speriamo nei controlli e nelle persone, il rispetto del distanziamento e il rispetto delle regole potranno evitare possibili lockdown”.