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Busalla, intervista a Cristiano Monti: allenatore della scuola calcio e collaboratore di mister Cannistrà

Si occupa dei giovani nati dal 2012 al 2015, oltre a seguire gli allenamenti della formazione che milita in Eccellenza

Busalla. Cristiano Monti, da una vita al Busalla Calcio, è al quinto anno come collaboratore tecnico di mister Gianfranco Cannistrà, che allena la prima squadra, ed al secondo come mister dei piccoli.

monti

“Il Busalla Calcio è la mia seconda famiglia – ammette Monti, intervistato dall’addetta stampa della società Erika Repetto -, anzi, a volte la prima, perché in casa, con mio fratello che gioca e mio papà che fa parte della dirigenza, parliamo più di Busalla che di tante altre cose. Anche a casa il Busalla è un argomento sempre di attualità e che viene considerato più di ogni altro. Con mister Cannistrà è il quinto anno da quando mi ha voluto come collaboratore a dargli una mano con la prima squadra e il secondo che ho ripreso con i piccolini, da quando avevo cominciato da zero con la scuola calcio. Ho fatto il primo anno che facevo la Juniores e quindi non avrei potuto fare anche i piccolini; dall’anno scorso ho ricominciato quest’avventura che è un po’ diversa da quella cui ero abituato, però è sempre divertente e stimolante. Basta vederli: basta poco per farli divertire e un po’ ti riconciliano col calcio, perché vedi il lato più puro del gioco”.

“Insegnare calcio per queste leve è presto – spiega -. Vanno dal 2012 al 2015 quindi sono ancora in un’età in cui non si insegna calcio ma più che altro si fa da educatori. In realtà si fanno tanti giochi che vengono da quelli che facevamo noi da bambini, che possono essere i quattro cantoni o lo sparviero, con l’unica differenza che mettiamo una palla. Facciamo anche qualche gioco più situazionale, come un uno contro uno col pallone e col tiro in porta, però poi in realtà i giochi sono quelli da oratorio. Forse quello che li diverte di più è lo squalo, che non è altro che un uno contro tutti in cui ci sono anche degli elementi tecnici, perché poi devono saper guidare e proteggere la palla. Si divertono sicuramente più con questi giochi che nel fare palleggi o cose più specifiche”.

“Si vede che si divertono e questo è importante – prosegue Cristiano – ed è la cosa che come allenatori preferiamo vedere, nel senso che se i bambini si divertono sappiamo di aver fatto un buon lavoro, più che tutto il resto. Hanno un’età in cui parlar di calcio è ancora un po’ prematuro. L’anno scorso ci avevamo messo un po’ ad insegnargli a non buttarsi tutti sopra la sacca dei palloni, se no era un po’ complicato riuscire a prenderli tutti. Dobbiamo un po’ ripartire dall’inizio, perché sono stati tanto fermi; forse anche quello contribuisce alla voglia che hanno i bambini di poter finalmente fare qualcosa all’aria aperta, con gli amici, con i compagni. È una situazione sicuramente difficile per loro sotto tanti aspetti, quindi bisogna essere anche un pochino bravi nel gestirla”.

“Vedere il bambino che non vede l’ora di iniziare l’allenamento – aggiunge Monti -, che di solito è la parte un pochino più noiosa per qualcuno, ti chiedono quando c’è la partita, è la vittoria più grande per noi allenatori di scuola calcio”.

Relativamente agli allenamenti con la prima squadra, “avendoceli lo stesso giorno – spiega il tecnico – la maggiore difficoltà è il passaggio da uno all’altro. In realtà è più complicato con i bambini che con i grandi, perché con i grandi poi puoi parlare anche un linguaggio da grandi e quindi le cose le spieghi in maniera diversa, più diretta. Con i bambini devi sempre un po’ trovare il linguaggio giusto. Difficoltà grandi fortunatamente non ne abbiamo perché abbiamo un ottimo gruppo di giocatori, abbiamo dei ragazzi seri che allo stesso tempo hanno voglia di migliorarsi e di imparare, nonostante alcuni abbiano fatto delle carriere importanti e ascoltano, che è la cosa più importante. Quest’anno, oltre a quelli, anche i giovani da quel punto di vista sono straordinari, nel senso che sono tutti molto attenti, molto concentrati, molto vogliosi. Difficoltà non ce n’è; le difficoltà arrivano più per il mister, per la scelta della formazione, rispetto alle mie che devo solo farli allenare, quindi è una parte abbastanza facile. Poi c’è la parte dei video, un po’ più divertente, perché lì qualche diversità di vedute può uscir fuori, però poi il gruppo è talmente bello e serio che si riesce ad avere un confronto anche su quelle situazioni”.