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Arenzano Calcio, alcuni giocatori non riprendono l’attività: “La nostra partita ora è fuori dal campo”

La squadra è pronta a riprendere gli allenamenti dopo lo stop forzato, ma non tutti saranno presenti

Arenzano. A seguito dei recenti avvenimenti, che hanno costretto la prima squadra e la Juniores dell’Arenzano ad interrompere l’attività fino alla giornata di domani compresa, alcuni giocatori della società biancorossonera hanno deciso di disimpegnarsi, almeno per il momento, dal mondo del calcio. Si tratta di Fabio Baroni, Luca Baroni, Alessandro Bianchi e Simone Patrone. 

A spiegare i motivi della decisione sono i calciatori stessi, con una lettera aperta firmata “I ragazzi dell’Arenzano Calcio”.

“Trovata la positività di un nostro compagno, dopo la comunicazione d’obbligo avvenuta dalla nostra società alla Asl, abbiamo ricevuto la comunicazione della quarantena per quattordici giorni con il rispettivo tampone molecolare da fare obbligatoriamente per tutto il gruppo squadra.

L’obbligo di quarantena per i giorni sopracitati, nonostante l’esito negativo dei tamponi rilevatosi successivamente a tutti i giocatori, sta comportando comunque la forzata assenza lavorativa e/o scolastica di quest’ultimi.

La logica conseguenza inoltre è stato il notevole disagio arrecato alle famiglie con persone anziane e/o bambini piccoli che hanno dovuto fare il tampone per escludere ogni possibilità di contagio.

Già molti di noi in possesso di un attività in proprio hanno dovuto chiudere e quelli che invece lavorano come dipendenti hanno dovuto giustamente dare spiegazioni ai loro titolari. In questo contesto quindi, oltre che la situazione di pericolo per la salute, emerge come non mai, il rischio di costringere troppe persone non facenti parte del gruppo Arenzano ad avere limitazioni della loro vita lavorativa, sociale e privata.

La nostra società ci ha sempre permesso di allenarci seguendo rigorosamente tutte le norme e ci ha sempre tutelato ogni tipo di nostra richiesta.

Per quanto il calcio sia sempre stato messo da tutti noi al primo posto per impegno, tempo e passione per i motivi elencati non ci possiamo permettere una seconda situazione di questo tipo.

E con grandissimo rammarico che alcuni di noi sono costretti a fare un passo indietro in quest’anno così particolare dove però la salute, la famiglia e il lavoro devono avere la priorità assoluta.

La nostra partita ora è fuori dal campo”.