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Arcelor Mittal, la Fiom: “Il governo fa convocazioni ristrette e impedisce un confronto vero”

Manganaro: "Se pensano che il sindacato messo alle strette possa ingoiare qualsiasi rospo sbagliano: difenderemo salario e lavoro"

Genova. Ennesimo tavolo a Roma sulla vertenza Arcelor Mittal e per la seconda volta i rappresentanti dello stabilimento di Cornigliano e degli altri impianti del Nord Italia non parteciperanno. Se la riunione del 28 settembre era di fatto riservata ai delegati di Taranto, per questo secondo incontro, fissato alle 15 di oggi, “il Governo ha convocato un numero ristretto di rappresentanti sindacali senza nemmeno il collegamento video previsto nell’ultima riunione – spiega il segretario della Fiom genovese Bruno Manganaro – e non potendo essere presenti tutti a Genova abbiamo deciso di non partecipare”.

Per il segretario della Fiom “dietro la vicenda covid19 il Governo si nasconde per evitare un confronto vero sul futuro di tutti gli stabilimenti in Italia e appare sempre più chiaro che questi appuntamenti servono a produrre nuovi appuntamenti che non permettono un confronto vero mentre si avvicina la data del 30 novembre nella quale ArcelorMittal può decidere di abbandonare gli stabilimenti ex Ilva”.

Secondo Manganaro “qualcuno sembra ipotizzare che un sindacato messo alle strette dell’ultimo minuto possa ingoiare qualsiasi rospo ma per quel che ci riguarda non sarà il nostro caso e risponderemo adeguatamente ad ogni tentativo di farci soffocare in perdita di posti di lavoro e perdita di salario”