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Scuola, Toti dice no ai medici liguri: “Inizio il 24 settembre? Troppe incertezze per le famiglie”

L'ordine regionale chiedeva un avvio posticipato per una migliore organizzazione, il presidente non cambia idea: "Lavoriamo dritti per il 14"

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Genova. La Liguria tiene fermo il timone: la scuola inizierà il 14 settembre. Lo ribadisce il presidente Giovanni Toti rispondendo al comunicato dell’ordine dei medici regionale che ha preso una posizione netta chiedendo a Regione, Anci e ufficio scolastico di posticipare la prima campanella al 24 settembre, cioè dopo le elezioni.

“Credo che rinviare ulteriormente la partenza delle scuole creerebbe ulteriore incertezza nelle nostre famiglie, creerebbe ulteriore disagio per chi da mesi paga babysitter o comunque deve trovare soluzioni alternative, creerebbe un danno ai nostri ragazzi che non hanno una didattica come dovrebbe essere, ovvero in presenza, da molti mesi”, ha spiegato il governatore a margine di una riunione sulle proposte per l’utilizzo del recovery fund. 

Secondo i medici liguri, invece, “dieci giorni in più possono divenire cruciali per una buona organizzazione della ripresa scolastica in Liguria” e “laddove Regione Liguria non si orientasse diversamente si dovrebbe trovare tutta una serie di soluzioni a problematiche operative che, ancora oggi, sono lontane dall’essere risolte”.

Ma Toti non cambia idea: “Stiamo lavorando perché tutto vada nel migliore dei modi. Capisco la prudenza di tutti, capisco anche parzialmente gli appelli che sento, credo che le procedure siano state condivise. Mi auguro che il Mit faccia tutto quello che deve, soprattutto garantire i docenti e il personale Ata alla riapertura. Come ha detto l’ammiraglio Nelson prima di Trafalgar mi aspetto che ogni cittadino faccia fino in fondo il suo dovere compresi i medici che sono impegnati”.

A preoccupare non solo i medici ma anche medici e insegnanti è la chiusura per le elezioni del 20-21 settembre che arriverà a meno di una settimana dalla ripartenza. Ma il presidente ligure ricorda: “Sarebbe stato meglio votare ad esempio il 6 settembre e aprire le scuole il 14 come avevamo ragionevolmente più volte proposto al governo. Non è stata accolta la nostra ragionevolezza, oggi non mi sento di dare ulteriori elementi di incertezza, anche perché credo sia arrivato il momento di testare il sistema e ci sono le condizioni per poterlo fare. Se il governo deciderà diversamente staremo ad ascoltare, ma per quanto ci riguarda lavoriamo dritti per il 14”.