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Scuola Perasso ancora chiusa per lavori, le maestre si trasformano in falegnami e imbianchini fotogallery

La riapertura slitta al 16 settembre dopo il cantiere per l'adeguamento alle norme anti Covid

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Genova. C’è chi vernicia i muri, chi mette a posto i libri, chi lavora con la fresatrice e persino un “maestro falegname” che costruisce personalmente i mobili destinati ai suoi alunni.

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Alla scuola Perasso di San Martino, che riunisce in un solo edificio di cinque piani 350 bambini tra primaria e asilo, la prima campanella oggi non è suonata. Lavori in corso, si apre il 16 settembre. Terminato il vero e proprio cantiere edile sono ancora in corso le operazioni di allestimento e pulizia. E in prima linea ci sono più di 20 insegnanti, da stamattina tutti regolarmente in servizio non per fare lezione ma per rendere l’istituto funzionale e accogliente a tempo record.

“I lavori di fatto sono conclusi – spiega il preside Paolo Tocco -. Abbiamo dovuto demolire tramezze, rifare gli impianti e gli infissi. Il cantiere ha interessato tutti e cinque i piani. Abbiamo ottenuto quattro aule completamente nuove, molto più spaziose, per garantire il corretto distanziamento, e c’è un nuovo refettorio. Adesso bisogna allestire tutto col personale a disposizione. Il Municipio ha fatto ogni sforzo possibile per stare nei tempi”.

Il ritardo però è stato inevitabile, come sembrava evidente già il 5 settembre quando sulla pagina Facebook dell’istituto era comparso un post che annunciava la mancata riapertura, poi cancellato dopo qualche ora. “Una comunicazione troppo ridotta che ha creato allarme“, ammette il preside. Salvo comunque constatare nelle ultime ore che non sarebbe stato materialmente possibile accogliere i ragazzi oggi: “Venerdì abbiamo fatto un sopralluogo col Comune e abbiamo valutato che sarebbe stato necessario un lasso di tempo per completare le pulizie. Purtroppo la scuola non è mia, esistono contratti e orari da rispettare”.

E così oggi maestri e maestre si sono messi all’opera con svariati attrezzi, una corsa contro il tempo per aprire mercoledì. “Per me è il primo giorno in assoluto, mi hanno chiamato venerdì sera dall’ufficio scolastico regionale e stamattina ho preso servizio – racconta col sorriso Elisa Ricci, 26 anni, mentre lava il pavimento di un’aula -. Conosco già i colleghi, ci stiamo tutti rimboccando le maniche per sistemare. Dobbiamo sistemare armadi, mobili, banchi e sedie. Purtroppo i lavori sono cominciati in tempo ma sono andati avanti fino a venerdì e noi insegnanti non siamo riusciti a entrare prima”.

Alla Perasso non mancano i banchi monoposto semplicemente perché i docenti hanno deciso di non acquistarne di nuovi. “Era meglio spendere soldi per abbattere i muri, ci siamo arrangiati con quello che avevamo”, dice Antonella Cioce, una referente del plesso. E così sono nate sistemazioni creative: banchi singoli a gruppi di quattro con le sedie disposte in cerchio, coppie di banchi doppi divisi da bacchette di plastica per mantenere la distanza di un metro, tutte soluzioni in cui i bambini si guardano tra loro e formano piccoli gruppi anziché stare isolati con lo sguardo rivolto alla cattedra.

“Così garantiamo il rispetto delle norme – spiega Cioce – ma nello stesso tempo non veniamo meno ai principi educativi su cui si fonda la scuola, non solo apprendimento ma anche socializzazione e condivisione. I banchi singoli tendono a camminare molto. Da noi i bambini potranno guardarsi nel viso e non vedranno per otto ore la schiena di un compagno”. Perché “la scuola è anche luogo di incontro, di crescita e di socializzazione”, osserva Benedetta Vanni, l’altra fiduciaria della Perasso.

Oltre alle aule rinnovate, la Perasso avrà a disposizione tre diversi ingressi contraddistinti da bollini colorati per evitare assembramenti. Il refettorio principale, ad uso delle elementari, passa da una capienza di 150 persone a 90, con un massimo di due bambini seduti alle estremità di ogni banco. Il servizio mensa partirà solo il 30 settembre. Per l’asilo è stato recuperato uno spazio al piano terreno utilizzato finora per il pre-scuola, ma alcuni classi saranno costrette a consumare i pasti in aula. Per le sanificazioni quotidiane sono stati acquistati 12 apparecchi elettrici che “sparano” la sostanza igienizzante sulle superfici.

Situazione simile, sempre nell’istituto comprensivo San Martino, alla scuola Novaro di Apparizione, bacino d’utenza di un centinaio di bambini, dove quest’estate sono stati sostituiti tutti i controsoffitti. “Fino a venerdì era tutto un cantiere e lì abbiamo solo una bidella”, ricorda il preside Tocco per giustificare il ritardo nella riapertura, prevista anche in questo caso il 16 settembre. Ripartenza a metà anche dall’altra parte della città, alla secondaria Villa Ratto di Pra’ dove le lezioni sono riprese solo a distanza visto che mancano banchi e insegnanti.