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Scuola, il premier Conte: “Distribuiremo 11 milioni al giorno di mascherine, saranno gratis anche per studenti”

Le mascherine dovranno essere chirurgiche e dovranno essere indossate anche sugli scuolabus

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Roma. “Abbiamo conciliato sicurezza ed efficienza. Ci sarà un orario scaglionato per evitare assembramenti, questo lo decideranno i dirigenti scolastici, le scuole hanno già quantitativi sufficienti di gel e mascherine per affrontate i primi giorni. Abbiamo predisposto la consegna di 11 milioni di mascherine chirurgiche gratuite per studenti e personale”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in una conferenza stampa a palazzo Chigi.

Gli 11 milioni di mascherine chirurgiche che sono state distribuite per ragazzi e personale scolastico “riguardano ogni singola giornata. Nel senso che saranno consegnate 11 milioni di mascherine al giorno” ha precisato poi il premier rispondendo ai dubbi segnalati dai genitori.

Le mascherine dovranno essere quelle chirurgiche e andranno indossate sugli scuolabus, in tutti gli spostamenti e quando ci si alza dal banco. Non andranno indossate in classe se c’è il rispetto della distanza di un metro. E non dovranno indossarle i bimbi delle scuole d’infanzia (fino a sei anni).

“Non vogliamo tornare alla normalità, non ci soddisfa” ha detto Conte parlando della scuola. “Vogliamo cogliere l’opportunità data da questa crisi e sfruttarla per trasformare e valorizzare il mondo della scuola, i processi di formazione e i docenti”.

“Quest’anno il ritorno a scuola dei nostri ragazzi avverrà in un contesto nuovo e non facile, che sfiderà il sistema Italia in ragione della pandemia ancora in corso. Grazie a questo lavoro preparatorio l’anno scolastico ricomincerà regolarmente dal 14 settembre, anche se alcune Regioni, nella loro autonomia, hanno scelto di posticipare la riapertura. Il rientro in classe deve avvenire in sicurezza. La nostra stella polare è sempre stata la sicurezza dei cittadini, tanto da far diventare il nostro modello un esempio a livello internazionale”.

Sempre parlando della ripartenza il premier ha sottolineato che “la nostra scuola ha carenze strutturali che si trascinano da anni e alle quali quest’anno si aggiungono le complicazioni dovute alla pandemia. Dobbiamo conciliare sicurezza ed efficienza. Ciò comporterà uno sforzo ulteriore da parte di tutti, governo in primis, ma anche di studenti e studentesse, dirigenti scolastici, personale scolastico e famiglie. Per ripartire bene occorrerà sforzo collettivo, con la consapevolezza che ci saranno anche difficoltà e disagi. Ma ce ne sono stati ogni anno. A scuola potranno esserci nuovi contagi, ma abbiamo predisposto linee guida per affrontare queste difficoltà al meglio. E’ uno scenario inevitabile con cui dobbiamo fare i conti senza farci sopraffare dalle preoccupazioni. Le famiglie italiane devono sapere che abbiamo fatto il massimo per dare ai nostri ragazzi il meglio e regalare alla scuola un nuovo inizio”.