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Sciopero degli studenti, in centinaia in corteo: “Scuola virtuale, pericolo reale” fotogallery

In piazza anche docenti precari, studenti, medi, genitori e specializzandi. Proteste davanti al Rettorato e davanti a Tursi

Genova. Sono quasi mille gli studenti che questa mattina sono scesi in piazza insieme ad insegnanti e genitori per protestare contro la situazione emergenziale che sta vivendo tutto il comparto scolastico in una contingenza, quella dell’emergenza sanitaria, che sta mettendo a dura prova tutto il mondo scolastico, dagli spazi che mancano ai docenti, alla Dad utilizzata soprattutto alle superiori e all’università.

sciopero scuola

A organizzare la manifestazione il collettivo “Come Studio Genova”, ma in corteo c’erano diverse sigle tra precari della scuola, genitori, docenti e “personale in formazione”. In piazza anche i sindacati di base con Cobas e Usb e diversi collettivi studenteschi come 16cento e Barricata studenti liguri. Partiti da piazza Fanti d’Italia, i manifestanti hanno attraversato via Balbi, dove si trova la sede dell’Università per poi muovere verso il centro. Due i momenti di protesta, uno sotto il rettorato e uno sotto palazzo Tursi. Davanti all’ingresso dell’università di Genova sono stati appesi alcuni striscioni per ricordare che l’università è tutt’altro che ripartita. “A Genova l’università non è affatto ripartita come è accaduto a Torino, Bologna o Roma – spiega Federico Palacio del collettivo ComeStudioGenova – dove sono state le aziende private a investire per la ripartenza. L’ateneo genovese invece non interessa ai privati e in quanto istituzione pubblica non riparte, con 80% dei corsi che sono ancora in Dad”.

In via Garibaldi,  una piccola delegazione ha esposto alcuni striscioni davanti a palazzo Tursi e consegnato al sindaco una lettera in cui viene tratteggiata la situazione delle scuole in questi giorni, con la mancata concessione di spazi aggiuntivi da parte dell’amministrazione comunale per poter gestire lezioni in sicurezza e con meno disagi “a partire dal caso della scuola Daneo che da mesi ha chiesto di poter utilizzare il giardino di palazzo Bianco anche in un progetto condiviso con il polo museale genovese senza mai ottenere risposta” spiega Paolino Languasco.

La delegazione ha avuto un incontro con il capo di Gabinetto di Tursi e l’assessore al commercio Paolo Bordilli: “Siamo stupiti e amareggiati – dice Languasco – che in una situazione del genere il sindaco o l’assessore alle scuole non abbia avuto tempo di incontraci, ma abbiamo portato la lettera e le nostre richieste a chi ci ha ricevuto e abbiamo chiesto un incontro con il sindaco quanto prima”.

In piazza anche i docenti precari che lamentano “errori clamorosi nelle graduatorie e svalutazione di titoli”. Alla manifestazione ha partecipato anche una delegazione di giovani medici: “Il 23 settembre c’è stato il concorso per accedere alle scuole di specializzazione mediche – spiega Diana Pizzi, medico neoabilitato in Medicina e Chirurgia – dove eravamo 23 mila candidati per circa 14500 posti disponibili. Queso significa che circa 9 mila di noi resteranno fuori senza possibilità di completare la formazione specialistica ma questo significa, oltre al fatto che noi saremo precari o andremo all’estero, che i cittadini avranno 9 mila medici specialisti in meno.

Successivamente il corteo ha raggiunto piazza De Ferrari, per portare i motivi della protesta sotto il palazzo della regione, per concludersi a Brignole.