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“Ripartire dal lavoro”: Cgil, Cisl e Uil in piazza per chiedere un confronto con il governo

Tra i nodi le tante vertenze aperte in Liguria e il rinnovo di diversi contratti collettivi

Genova. “Ripartire dal lavoro”: questo lo slogan che ha contrassegnato la mobilitazione che Cgil Cisl e Uil hanno lanciato in tutta Italia con manifestazioni in molte piazze. A Genova la protesta si è svolta in largo Perini.

“Noi continuiamo a parlare di lavoro e continuiamo a chiedere al governo di parlarne – spiega il segretario regionale della Cisl, Luca Maestripieri – ci sono vertenze ancora ferme, e quelle sono le questioni sulle quali il lavoro entra nella carne delle persone. A Genova e in Liguria abbiamo tante vertenze, quella più emblematica è l’ex Ilva, dove ad ora non ci sono ancora soluzioni concrete”. Tra i temi al centro della mobilitazione anche il rinnovo dei contratti che interessa 10 milioni di persone a livello nazionale.

“Il lavoro deve tornare al centro dell’agenda politica di questo paese – dice Federico Vesigna, segretario regionale della Cgil – perché senza lavoro il paese non riparte. Chiederemo al governo di convocare immediatamente un confronto con le organizzazioni sindacali per discutere delle priorità, per investire le tante risorse in arrivò dall’Europa ma, sopratutto, chiederemo al governo e a Confindustria di rinnovare i contratti di lavoro, perché ci sono 13 milioni di persone senza contratto e questo non si può accettare”.

A chiudere la giornata il segretario generale Uil Pensionati Carmelo Barbagallo che ha ricordato i temi centrali della mobilitazione. “Oggi in tutte le piazze si parla di lavoro – ha detto – ma tra i temi di attenzione c’è anche quello della sanità pubblica, che è stata messa a dura prova da questa pandemia e pensiamo che si debbano usare anche le risorse del Mes. Siamo pronti a mobilitarci per il rinnovo dei contratti. Poi mancano le infrastrutture e Genova sa benissimo il costo di queste mancanze, lo abbiamo visto con la tragedia del ponte Morandi. E sappiamo molto bene – conclude – che l’economia riprende solo se riparte l’asset strategico della produzione”