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Regionali, Pastorino: “Ora serve una regia e un progetto, dobbiamo riprenderci le città”

"Sono stati fatti molti errori, che il campo progressista non si può più permettere"

Genova. “Sono stati fatti molti errori durante questa campagna elettorale, ma si è sbagliato molto anche in questi cinque anni, dove è mancata l’idea e la regia per una opposizione”. Questo il primo commento di Gianni Pastorino, consigliere uscente, riconfermato in extremis anche per la prossima legislatura del parlamentino ligure con la lista Linea Condivisa, che ha raccolto oltre 15 mila voti, raggiungendo il 2,47%, e assicurandosi un seggio.

“Dall’altra parte, la maggioranza ha fatto il massimo, prendendo tutti i seggi che la legge consente – spiega – io stesso sono rientrato proprio perchè Toti ha sbloccato anche l’ultimo seggio disponibile. Ma questa sconfitta parte da lontano“. Lontano almeno cinque anni, trascorsi, secondo Pastorino, senza una opposizione unitaria “per tanti motivi, ma soprattutto per l’atteggiamento di Pd e M5s, che hanno litigato facendo mancare la progettualità”. E poi il pasticcio della scelta del candidato “arrivato troppo tardi per mal di pancia interni al Partito Democratico, quando poteva essere definita almeno due mesi prima, anche prima del lock down”, cosa che avrebbe permesso una campagna elettorale più sui contenuti che in antitesi alla corazzata-Toti.

Ed il progetto Sansa “costruito più sul contro che sul per” ha infatti pescato “nel bacino di voti già schierati a sinistra”, una cosa che però non può più bastare: “Se vogliamo allargare il perimetro dell’area progressista dobbiamo avere un programma che sappia attirare e rappresentare persone e categorie allargate“. E non c’è molto tempo: “Dobbiamo pensare da subito a come riconquistare le città, a partire da Savona nel 2021, e poi Genova nel 2022, ma dobbiamo partire immediatamente, non possiamo pensare ancora a ridurci a due mesi di campagna elettorale”.

Una città, Genova, che per il mondo della sinistra sarà particolarmente sotto rappresentata nel prossimo consiglio regionale, avendo effettivamente solo tre consiglieri con la riconferma di Pippo Rossetti del Pd, l’esordiente Selenia Candia della lista Sansa e lo stesso Pastorino “troppo poco per affrontare nella complessità i grandi temi che attraversano questa grande città”.

E per questo motivo serve, secondo Pastorino, ripartire subito, con una regia d’opposizione chiara e un progetto politico che sappia gestire i grandi temi che segneranno il futuro della Liguria e delle sue città: “In primo luogo la sanità, che assorbirà ingenti risorse, il lavoro, facendo diventare la nostra regione attrattiva e l’ambiente, che unisce macro temi come l’entroterra, i trasporti e le infrastrutture, declinate ovviamente secondo loro utilità e sostenibilità“.

Una visione che dovrà però fare i conti con i problemi interni agli altri “compagni di viaggio”, sicuramente in una fase delicata: il Partito Democratico è scosso dalla sconfitta che coinvolge la sua dirigenza, uscita con le ossa rotte dalle urne, e il Movimento Cinque Stelle in caduta libera. “Linea condivisa ha superato la prova più dura – conclude Pastorino – ci struttureremo per continuare ad essere non un partito ma una associazione politica che sta sul territorio e si confronta con tutte le realtà dei territori, noi stiamo già preparando Savona 2021″. E gli altri?