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Regionali Liguria, Elena Putti (Pd): “Io candidata per portare la voce dei trentenni precari”

La 34enne in corsa per il consiglio regionale: "Il punto forte del mio programma è il lavoro"

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Genova. Tra le candidate al consiglio regionale per il Partito Democratico c’è Elena Putti, 34 anni, lavoratrice precaria dell’Università, sposata con due figli. Attualmente è consigliera nel Municipio Medio Levante oltre che segretaria del circolo Pd di Genova Albaro. Elena Putti si è già fatta notare in questa campagna elettorale per il fumetto che la vede protagonista come eroina contro una caricatura di Toti ritratto con le sembianze di un orso incoronato come un re. Al di là della trovata artistica, siamo andati a conoscerla meglio per capire il suo programma.

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Quali sono le idee alla base della sua candidatura?
Ho colto con entusiasmo questa opportunità di candidarmi perché voglio provare a portare la voce di una generazione di trentenni che ha perso molto negli ultimi anni e che si trova ancora a lottare con la precarietà del lavoro e con la difficoltà a mettere su famiglia in questa regione. Io sono un’esordiente, sono in politica da soli tre anni. Però penso che una buona proposta politica debba saper affiancare persone d’esperienza e persone che possano portare un forte rinnovamento nella politica e nel partito.

Quali sono i punti di forza del suo programma politico?
Sicuramente in quanto madre di due bambini piccoli posso portare purtroppo la voce di molte famiglie in difficoltà che chiedono più servizi per l’infanzia, più politiche abitative per mettere su casa e famiglia, ma anche la voce di tutto il lavoro precario. Il lavoro è il punto forte del mio programma perché non c’è crescita sociale e individuale se non attraverso il lavoro. Quindi penso che sia importante lavorare sugli asset strategici della Liguria, a partire dall’incremento del distretto portuale, di tutta l’economia marittima che ruota attorno al nostro porto, che dobbiamo rendere più moderno e competitivo rispetto agli altri – e su questo l’Europa ci darà l’opportunità di fare ammodernamenti strutturali – e puntare molto sul distretto tecnologico. Attorno agli Erzelli possiamo costruire davvero un polo locale di alta tecnologia che spazi dalla robotica alle nanotecnologie alla digitalizzazione culturale e turistica. E poi la creatività, la cultura e l’arte. Questo è un modo per ripartire, per dare lavoro a tanti giovani. La Liguria si sta spopolando, sta perdendo i suoi giovani talenti e questo deve richiedere una netta inversione di rotta che si può combattere solo creando lavoro e sostenendo le giovani imprese nascenti, le start-up.

Quali saranno le prime problematiche che affronterà in caso di elezione?
Cercherei di istituire un ufficio, un Caf, per i bandi europei. Arriverà in Liguria e in Italia una quantità di soldi paragonabile al doppio dei fondi ricevuti per il piano Marshall. Con queste risorse potremmo fare qualcosa di veramente importante, purché non vengano distribuiti a pioggia ma su progetti seri. Ed è importante anche comunicare ai cittadini in maniera chiara come possono accedere a questi fondi. Istituirei uno sportello per i cittadini per sapere quali sono i fondi in atto e aiutarli a compilare la modulistica per accedere. Poi lavorerei sull’incremento dei servizi per le giovani donne e in generale per le famiglie. Cercherei di creare un vero e proprio fondo per le imprese under 35 perché ad oggi la Liguria ha fatto pochissimo per questo. Ci sono regioni che danno fino al 90% a fondo perduto per le start-up e noi non aiutiamo abbastanza i nostri giovani. E sicuramente portare avanti l’agenda Parigi 2030 e il Green New Deal europeo per avere una Liguria più sostenibile ma anche più competitiva dal punto di vista di modernità, efficienza e lavoro.