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Regionali, a Tursi l’aula rossa non si svuota ma Bucci studia un rimpasto di giunta

Sembra quasi certo l'assessorato a Gambino (Fdi) e anche Baroni (Cambiamo) è in pole. La Lega potrebbe vedere ridimensionate le proprie aspettative ma Francesca Corso scalpita

Genova. I risultati delle elezioni regionali non porteranno grandi rivoluzioni all’interno del consiglio comunale, ma si profila comunque un rimpasto di giunta – e qualcuno in buvette si azzarda a dire sarà piuttosto corposo – per la squadra del sindaco Marco Bucci. Perché è vero, di fatto solo in quattro, sui moltissimi che si erano candidati, sono riusciti a fare il grande salto. Anzi, in tre perché Lilli Lauro (Cambiamo) era già posizionata da tempo in via Fieschi. Oltre a lei lasciano Tursi Stefano Balleari (Fratelli d’Italia), ex assessore ed ex vicesindaco e Alessio Piana (Lega), presidente del consiglio comunale. Stefano Anzalone, anch’egli Cambiamo e consigliere delegato allo Sport, potrebbe mantenere il doppio scranno.

Bucci, poche ore dopo la vittoria di Toti, ha fatto capire che nel consiglio comunale non cambierà granché e che non farà pressioni sui suoi consiglieri (Lilli Lauro) affinché lascino il loro incarico. Di certo, però, non potrà lasciare loro anche delle deleghe, ha detto, e quindi la stessa Lauro che aveva la complessa delega alla “predisposizione programma di azioni per il potenziamento dei rapporti dell’esecutivo con organi interni ed esterni ed enti nazionali e internazionali” potrebbe dovervi rinunciare.

Ci sono comunque ben altri tasselli da mettere a posto. Quello che sembra essere il più scontato è l’arrivo di un assessorato vero e proprio per il consigliere delegato Sergio Gambino (Fratelli d’Italia). Gambino era candidato alle regionali, non è stato protagonista di un grande exploit in termini di preferenze, ma la sua delega da consigliere (non retribuita) alla protezione civile, dopo tre anni di impegno sul campo, potrebbe ricevere un upgrade e assumere anche alcune delle deleghe dell’ex Balleari (altre potrebbero andare a Viale). D’altronde persino l’opposizione da tempo chiedeva a Bucci di dare vita a un assessorato alla protezione civile.

Per il resto non si tratterà meramente di ridistribuire, manuale Cencelli alla mano, le deleghe mancanti ma potrebbe esserci una riorganizzazione complessiva. Tra le indiscrezioni e le ipotesi, però, la possibilità che l’assessorato ai Servizi sociali vada al gruppo di Cambiamo! (sempre più pesante dopo il risultato alle urne) e quindi a Mario Baroni.

Altra opzione per quell’assessorato vedrebbe pronta ai blocchi la leghista Francesca Corso (Francesca Fassio, chiamata da Bucci quando era ancora in lista civica, si era poi iscritta al Carroccio). Tuttavia la Lega, che ha pagato proprio la crescita di Toti e anche di Fratelli d’Italia, potrebbe veder ridimensionare le proprie pretese. Non solo, non è escluso che Corso riesca, alla fine, a passare in consiglio regionale.

La terza possibilità è quella che il sindaco Bucci possa guardare a una figura tecnica, esterna al consiglio comunale, per quell’assessorato che più di altri si è dimostrato delicato. Per quanto riguarda le deleghe di Balleari (servizi civici, anagrafe, cimiteriali), potrebbero, appunto, andare ad accorparsi con quelle alle scuole comunali, magari con la creazione di un assessorato più incentrato, appunto, sui servizi.

Per quanto riguarda il ruolo del presidente del consiglio, Alessio Piana, almeno questo giovedì, tornerà in aula rossa (seduta che finalmente dovrebbe tornare a porte aperte, dopo il periodo Covid). Per Piana, in Regione, potrebbe spuntare un posto da assessore (all’Agricoltura, al posto di Stefano Mai, che comunque è stato eletto) oppure proprio da presidente del consiglio (al posto dell’altro leghista e quasi omonimo Alessandro Piana) Anche per il ruolo di presidente del consiglio l’esperto Baroni è in pole. Alessio Piana, però, potrebbe mantenere il posto da consigliere comunale a Tursi, che non è incompatibile.

Ad ogni modo, molto difficile che i giochi a palazzo Tursi possano definirsi prima di quelli in Regione. Da capire se i cambiamenti in Comune saranno uno specchio di quelli alla corte di Toti o se oppure potranno servire a controbilanciare gli equilibri. Il cubo di Rubik in Comune, insomma, è ancora tutto da risolvere.