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Referendum, Tosi (M5s): “Votare sì è opportunità storica per cambiare l’Italia in meglio”

"Il 20 e 21 settembre, dunque, i cittadini hanno l'occasione di far sentire la propria voce"

Genova. “Il M5S è la forza politica delle promesse mantenute e resta coerente con la votazione fatta in Parlamento al momento della proposta di referendum. Anche altri hanno votato per il Sì, ma sono gli stessi che ora stanno facendo i voltagabbana non solo rispetto agli impegni istituzionali presi con la votazione, ma soprattutto verso i propri elettori e tutti i cittadini”, dichiara il capogruppo uscente e candidato alle Regionali 2020 Fabio Tosi.

“Con il Sì, possiamo cambiare l’Italia. Il cambiamento però è giustamente in capo ai cittadini: saranno loro a decidere se fare a meno di 345 parlamentari, permettendoci di risparmiare centinaia di migliaia di euro al giorno”.

Il 20 e 21 settembre, dunque, i cittadini hanno l’occasione di far sentire la propria voce, mandando un messaggio chiaro alla vecchia politica arroccata gelosamente sulle proprie poltrone. Un’opportunità storica per gettare le basi per una riforma più ampia del sistema di rappresentanza, che nel nostro paese è stata chiesta trasversalmente da almeno 40 anni”.

“Ci rendiamo conto che le opinioni in merito al Referendum siano diverse e spesso opposte alle nostre: le rispettiamo tutte perché in democrazia è giusto così. Ma con la stessa fermezza, difendiamo il Sì”, aggiunge Tosi.

Che poi ricorda: “La riduzione del numero dei parlamentari riporterebbe finalmente il Parlamento al servizio dei cittadini e non, come accade oggi per una parte degli eletti, al servizio degli interessi particolari dei partiti. È noto come alcune candidature rispondano non all’esigenza di rappresentare gli interessi degli italiani, ma alla necessità di accontentare qualcuno, dare una poltrona e i relativi privilegi a chi ha perso un altro posto sotto la luce del sole”.

“E che dire del finanziamento dei partiti? Più posti in Parlamento significa avere più candidature e quindi incassare più denaro, perché nei partiti accade che chi vuole entrare in lista debba versare anche decine di migliaia di euro per “sostenere” la campagna elettorale e altre spese. E poi, gli stessi candidati, una volta eletti ogni mese versano al partito di appartenenza una cifra consistente per l’attività interna. Soldi che noi invece destiniamo al microcredito, ai terremotati, alla protezione civile per l’emergenza Covid-19, alla Sanità”.

“Infine, vi siete mai chiesti cosa ci guadagna il M5S dal Sì? Nulla. Anzi, da questa riforma subiremo anche noi un taglio degli eletti, ma è giusto così nell’interesse degli italiani. Un sacrificio che certa politica non è disposta ad accettare, perché troppo compromessa”, conclude Tosi.