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Lista della spesa

Recovery fund, la Liguria chiede un miliardo per il porto. E c’è anche lo Skytram in Valbisagno

Avviata la cabina di regia, entro l'8 settembre le proposte a Roma

Genova. Un miliardo di opere per il porto di Genova, due miliardi per l’intera città metropolitana. E poi lo Skytram per la Valbisagno, la monorotaia di Erzelli, un piano di riqualificazione per il centro storico, l’ultima parte del Waterfront di Levante. Le idee sono sul tavolo da mesi, ora si tratta di metterle nero su bianco.

È questo il compito della cabina di regia che si è costituita oggi a Genova con il presidente Giovanni Toti, le quattro province liguri, le Autorità portuali e Anci con l’obiettivo di preparare entro l’8 settembre la “lista della spesa” per gli interventi da finanziare con le risorse del recovery fund.

“Visto che i tempi sono molto stretti e il lavoro è stato fatto dal governo ma con un coordinamento ancora labile con le istituzioni locali abbiamo voluto costruire una cabina di regia per poter fare le nostre proposte articolate secondo una scala di priorità e condivise con tutte le istituzioni del territorio”, ha detto Toti al termine dell’incontro. Venerdì si riunirà una cabina di regia ristretta, poi il 7 settembre l’ultima riunione per compilare tutte le schede da inviare a Roma “per essere pronti entro metà settembre a un’interlocuzione col governo, quando lo riterrà opportuno, che sia rappresentativa dell’intero territorio”.

Marco Bucci, sindaco di Genova nonché della città metropolitana, si era mosso in anticipo annunciando lo scorso 13 giugno di aver sottoposto a Conte il piano “Genova 2030” che comprendeva opere per 5 miliardi. La dotazione che spetterà alla Liguria è ancora da stabilire ma il pacchetto che presenterà la Regione sarà sostanzioso.

Si partirà dalle “opere di interesse strategico nazionale di cui già i ministeri sono a conoscenza (Pontremolese, reti infrastrutturali del porto di Genova, raddoppio di Ponente, le varianti Aurelia, il tunnel Armo-Cantarana, il tunnel della Fontanabuona)”, spiega Toti. Ma una fetta importante riguarderà gli scali di Genova e Savona.

“Abbiamo già mandato tre schede al ministero – conferma il presidente Signorini – una di 600 milioni per la diga foranea, ed è l’unica riguardante opere portuali a sé stante, poi 50 milioni per elettrificazione delle banchine del polo passeggeri di Genova e Savona. E stiamo chiedendo altri 400 milioni di euro per progetti riguardanti l’ultimo miglio stradale, sostenibilità ambientale e accessibilità nautica, ad esempio diga di Vado a Savona, perché riteniamo abbiano una progettazione molto solida”.

Ma potrebbero esserci novità anche per il trasporto pubblico. Lo Skytram, il sistema di trasporto sopraelevato che il Comune vorrebbe realizzare in Valbisagno oltre alla filovia già finanziata dal governo, era stato citato a giugno dal sindaco Bucci e oggi di nuovo dal presidente Toti. Per realizzarlo si stimano 500 milioni. L’idea di Tursi era quella di avviare un project financing sulla base di una delle proposte già presentate informalmente da aziende privati agli uffici della mobilità, ma almeno una parte delle risorse potrebbe arrivare dal governo, considerando che non si tratterebbe comunque di lavori da avviare nell’immediato. E poi c’è la monorotaia Aeroporto-Erzelli, in fase di progettazione definitiva, il cui finanziamento (117 milioni) è stato negato dal Mit nell’ultima call.

“Il ministro Amendola, che coordina la presentazione del piano europeo, ci ha assicurato il dialogo e la collaborazione con le Regioni, che inizierà l’8 settembre con l’audizione della Conferenza delle Regioni alle Camere e poi con la convocazione del Comitato interministeriale per gli Affari europei, a cui partecipano anche le Regioni quando si tratta di materie di competenza regionale”, ha ricordato ancora Toti.

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