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“Questa non è libertà di espressione”, ragazzi che contestano Salvini fatti allontanare da via Napoli

Giovanissimi e non legati ai centri sociali, si sono presentati a Oregina con uno striscione sui 49 milioni e uno con scritto "Genova non si lega"

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Genova. Un gruppo di studenti ha deciso di manifestare questo pomeriggio il proprio dissenso nei confronti del leader della Lega Matteo Salvini. I ragazzini, una trentina, non hanno partecipato al presidio organizzato dal centro sociale Terra di Nessuno ma si sono riuniti in maniera spontanea e si sono dati appuntamento in via Napoli, nel quartiere di Oregina, per attendere con alcuni striscioni “Genova Non Si Lega” (già visto nella piazza delle sardine l’inverno scorso) e “49 milioni”, riferito all’inchiesta sui fondi distratti.

Salvini via Napoli e presidio Tdn

Secondo quanto raccontato da uno dei ragazzi, una persona in borghese li avrebbe avvicinati e gli avrebbe intimato di andarsene “perché se no sarebbe finita male”. Poi gli hanno fatto strappare uno dei cartelli dove oltre alla scritta “Genova Non Si Lega” era riportata, a caratteri più piccoli, una parolaccia.

“Quest’uomo da anni parla con un linguaggio xenofobo, razzista, omofobo e incita all’odio e io non posso esprimere il mio pensiero perché ho scritto “merda”? Questa non è libertà di espressione, proprio per niente – ha detto il ragazzo, poi un riferimento alla vicenda dei 49 milioni – loro hanno rubato dei soldi e possono venire qui a parlare, difesi, e io non posso dire pacificamente la mia”.

Ancora non è chiaro chi sia stato a fermarli e a farli infervorare, se un agente in borghese, un poliziotto o un agente della municipale o ancora un semplice militante leghista. I ragazzi sono stati poi anche identificati dalla digos che ha controllato loro i documenti.