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Primo giorno di scuola a Genova, al liceo Colombo assembramento di studenti all’entrata

I ragazzi: "Non c'è organizzazione, sembra che il Covid fuori dalla scuola non esista". Il preside: "Non c'era alternativa, da domani attivi altri due ingressi"

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Genova. “Sembra che il Covid esista solo dentro la scuola, ma non fuori. Guardate, siamo tutti attaccati”. È iniziato così, all’insegna del temuto assembramento, il primo giorno degli studenti del liceo classico e linguistico Colombo, nel pieno centro di Genova. Centinaia di ragazzi delle classi quinte si sono ammassati in attesa di entrare, non potendo occupare altro spazio se non quello dell’angusta via Bellucci su cui si affaccia l’accesso principale.

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Un inconveniente che era stato previsto dalla dirigenza, tanto che stamattina l’orario prevedeva un rigoroso scaglionamento: dalle 7.50 alle 8 l’entrata di tutte le quinte, dalle 8.40 alle 8.50 tutte le quarte, dalle 9.50 alle 10 tutte le terze. Nella succursale di via Peschiera sono state dislocate le prime, le seconde e una terza del linguistico. Misure che non sono bastate ad evitare l’affollamento nella sede principale. “È incredibile, la scuola è chiusa da sei mesi e non c’è organizzazione”, lamentano gli studenti accalcati per entrare, comunque tutti dotati di mascherina (portata ovviamente da casa).

“Per i prossimi giorni abbiamo chiesto e ottenuto di usare l’ingresso del convitto e il terzo ingresso che è la scala di emergenza su via Balbi, grazie alla comunità di Sant’Egidio che ci ha permesso di usarla – spiega il preside Luca Barberis che si è insediato quest’anno -. Purtroppo oggi abbiamo dovuto far entrare tutti i ragazzi da lì per ritirare i moduli di autocertificazione. Non c’era personale a sufficienza per dislocarlo a tutti gli ingressi. Da domani la speranza è che l’assembramento sia ridotto”.

L’orario scaglionato sarà adottato anche nei prossimi giorni, “ma dipende anche dalla disponibilità dei docenti, l’orario lo stiamo ancora facendo”, spiega il preside, ricordando che “mancano alcuni insegnanti, per fortuna non tanti da impedire lo svolgimento delle lezioni”. Al Colombo si attendono ancora pochi banchi singoli (più o meno l’equivalente di una classe, segnala Barberis) e per i primi giorni gli studenti potranno fare l’intervallo solo in classe, senza usufruire del cortile interno.

E tra i ragazzi in attesa di entrare al Colombo troviamo anche Alessandro, arrivato a scuola col suo monopattino elettrico, mezzo di trasporto alternativo che riscuote ancora più successo in tempi di Covid. “La mia missione in realtà è riuscire a portarlo in classe”, ci spiega tra gli sguardi divertiti dei compagni. Obiettivo che in effetti si rivela complicato. “Non c’è posto dentro, pensa se facessero tutti come te”, lo rimprovera il personale sulla soglia. Per la green mobility la campanella non è ancora suonata.