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Positivo al Covid-19 il responsabile di un centro di preghiera islamica nel centro storico di Genova

Scattate le procedure di tracciamento da parte di Asl 3 per risalire ai contatti, casi di contagio in diverse comunità straniere nei vicoli

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Genova. Non c’è solo la situazione spezzina a preoccupare, se si parla di Coronavirus. Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, nel punto stampa di oggi, ha spiegato come dei 33 nuovi casi positivi a Genova (Asl 3) almeno la metà sia relativa alla comunità straniera del centro storico.

“In particolare si sono riscontrati alcuni casi tra cittadini del Bangladesh ed è risultato positivo, e per questo ricoverato, un rappresentante della comunità religiosa islamica e di uno dei centri di preghiera”.

Per ora il sindaco di Genova Marco Bucci non intende prendere particolari misure. “Saremo pronti ad attuare misure localizzate (come quelle prese alla Spezia, ndr) se dovesse essere individuato un focolaio localizzato in una parte precisa della città, ma per ora non siamo in questa situazione – dice – certo, anche un solo caso mi preoccupa, ma questo non significa che i cittadini debbano temere, i cittadini devono usare le loro protezioni, il comitato di noi amministratori è letteralmente quello di preoccuparci, occuparci prima, degli eventuali problemi che possano insorgere”.

Anche il direttore generale del Gaslini Paolo Petralia ha evidenziato come rientrino nel crogiolo multietnico del centro storico genovese anche alcuni genitori con bambini ricoverati in via precauzionale all’ospedale pediatrico.

Durante la fase più dura del Covid-19, in particolare nei mesi di picco di marzo e aprile, non erano stati segnalati focolai o situazioni particolari fra le varie comunità straniere del centro storico. Inoltre, l’imam di Genova, Husein Salah, aveva spiegato che la sua comunità religiosa aveva applicato da subito normative stringenti e la chiusura delle sale di preghiera ben prima che venissero chiuse scuole e chiese.

Dei 33 casi genovesi riportati nel bollettino Alisa di oggi 18 sono un contatto di caso confermato, mentre 15 sono emersi dall’attività di screening. Toti ha inoltre precisato che i due operatori scolastici positivi di cui oggi si è parlato sui media (l’asilo di San Fruttuoso) non si trovavano a scuola in questi giorni e che quindi il problema è stato limitato.