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Ponte Morandi, comitato familiari vittime: “Stallo tra Atlantia e Cdp, teatrino paradossale”

Egle Possetti: "In un paese civile questi gestori sarebbero stati mandati a casa, si sarebbe congelato il patrimonio, avrebbero solo dovuto chinare il capo e dire obbedisco"

Genova. 25 mesi dopo il crollo di ponte Morandi, Egle Possetti, presidente del comitato Ricordo delle vittime torna a intervenire sulla questione Autostrade, lo fa citando alcuni articoli di stampa e riflettendo sulla questione del passaggio delle quote di Atlantia a Cassa depositi e prestiti. “La trattativa è in stallo, Cdp e Atlantia sono a un punto morto, questa situazione è paradossale, qualcuno ci ha portato via la serenità per tutta la vita e dobbiamo ancora assistere a questo teatrino?”, scrive.

Secondo il comitato la trattativa avrebbe dovuto essere portata avanti scorporando “dal totale dovuto per la cessione delle quote tutto quanto non speso in questi anni”, ovvero i soldi che Aspi non ha investito in manutenzioni, inoltre “sarebbe opportuno tenerlo anche in cassaforte in attesa dell’esito processuale, e poi si vedrà a suo tempo, anche per eventualmente riconoscere gli interessi legali se non fossero riscontrate colpe a fine della faccenda”.

Secondo la portavoce dei parenti delle vittime del crollo “in un paese civile, il giorno dopo, questi gestori sarebbero stati mandati a casa, si sarebbe congelato l’eventuale patrimonio in attesa dell’esito processuale, non avrebbero avuto parola, avrebbero solo dovuto chinare il capo e dire obbedisco”.

Possetti stigmatizza anche le dichiarazioni riportate in recenti articoli de La Stampa e de La Repubblica. “Testimonianze che dovrebbero essere state rilasciate da dirigenti della holding che confermerebbero quanto pare essere nell’aria da tempo, cioè che le informazioni sul crollo fossero ben note dal 2014, nell’articolo si parla anche di rischio teorico, infatti non essendo sicuro del rischio crollo qualcuno forse ha voluto effettivamente testare che la teoria non fosse campata in aria, per cui si è attesa la conferma, che è arrivata puntualmente nell’agosto 2018”.

Possetti sottolinea: “Tutti sapevano del rischio crollo nella società, questo pare emergere, ma nessuno ha preso sul serio le valutazioni effettuate negli anni, o per meglio dire forse si sono cercate scappatoie all’esborso milionario per la risoluzione di questo rischio”. Infine, in un altro articolo un funzionario anonimo del Mit asserisce che “non si può affermare che sia colpa di Autostrade l’ammaloramento dei tiranti”.

Il comitato Ricordo vittime ponte Morandi ribatte che “chi gestisce un’infrastruttura deve mantenerla in efficienza punto e basta – dice Possetti – spero che le carte processuali demoliranno questa affermazione che così scritta pare voler gettare luce opaca sulla vicenda”.

Ecco il testo integrale della lettera di Egle Possetti, presidente comitato Ricordo vittime Ponte Morandi:

25 mesi dalla tragedia….
Troppo silenzio in queste settimane
Inizia la scuola ed è il caso di riprendere un pò di ragionamenti ed un pò di matematica…..
Ci sono stati in questi giorni due articoli interessanti su Repubblica e La Stampa che meritano un pò di riflessioni…
Nel primo del giorno 08 settembre vengono richiamate le testimonianze che dovrebbero essere state rilasciate da dirigenti della holding che confermerebbero quanto pare essere nell’aria da tempo, cioè che le informazioni sul crollo fossero ben note dal 2014……subito pensiamo a quanta acqua sia potuta scorrere sotto i fiumi dal 2014, 2015, 2016, 2017 e parte del 2018…..neanche con la camminata da una parte all’altra dei globo avremmo dovuto arrivare in ritardo per bloccare l’uso dell’infrastruttura e decidere chi dovesse fare l’esborso economico per la messa in sicurezza o la demolizione programmata.
Queste affermazioni sono gravissime ma nell’articolo si parla anche di rischio teorico, infatti non essendo sicuro del rischio crollo qualcuno forse ha voluto effettivamente testare che la teoria non fosse campata in aria, per cui si è attesa la conferma….che è arrivata puntualmente nell’agosto 2018.
Siamo certi quindi ora che il rischio non fosse teorico ma la decisione su chi dovesse pagare queste manutenzioni ha fatto bloccare gli interventi, diciamo si è fatta melina.
Tutti sapevano del rischio crollo nella società, questo pare emergere, ma nessuno ha preso sul serio le valutazioni effettuate negli anni, o per meglio dire forse si sono cercate scappatoie all’esborso milionario per la risoluzione di questo rischio.
In questo articolo un funzionario anonimo del MIT asserisce anche che “…non si può affermare che sia colpa di Autostrade l’ammaliamento dei tiranti…. ”questa è un’affermazione alquanto pericolosa, come sarebbe???
Chi gestisce un’infrastruttura deve mantenerla in efficienza punto e basta e non può permettere che crolli, questa frase citata è fuorviante, la gestione di certo deve essere sempre fatta con la necessaria diligenza del buon padre di famiglia, se come gestore sono in difficoltà anche per motivi burocratici devo fare tutti i passaggi anche pubblici, visto che le possibilità di farmi sentire tramite organi di stampa non mi mancano, non devo stare zitto se le responsabilità non sono mie, devo fare un “caos infernale” affermando che qualcuno non mi consente di far viaggiare in sicurezza i cittadini….o no? Io spero che le carte processuali demoliranno questa affermazione che così scritta pare voler gettare luce “opaca” sulla vicenda.
“Tutti i vertici della società sapevano..”…..questa dice la stessa società privata che in un altro interessante articolo de La Stampa del giorno 13 settembre, afferma di “..rispettare le regole e tutelare i propri interessi.”
Di certo i loro interessi sono stati tutelati per molto tempo, un pò meno quelli di noi cittadini.
Pare infatti che la trattativa sia in stallo, CDP ed Atlantia sono ad un punto morto…questa situazione è ancora più paradossale.
Con l’inizio della scuola allora mi viene in mente di fare qualche piccolo conteggio, per ipotesi immaginiamo per puro esercizio teorico che sia previsto a fronte di incasso di 100 dalla concessione un investimento per il miglioramento delle infrastrutture di 10, magari ogni anno di questi 10, che in una valutazione economica come gestore penso siano troppi ne investo 1….gli altri 9 rimangono nelle mie tasche…
Poi accade per somma sfortuna degli economi della società crolla un ponte che era a rischio crollo ma che non sarebbe potuto crollare, poi si staccano pezzi di galleria, ci sono viadotti ridotti a catafascio e non sono ancora crollati, ecc.
Sempre per puro esercizio di fantasia dopo tutto questo non vengo cacciato subito, mi impediscono solo di costruire il nuovo ponte, ma inizia una fase di valutazione approfondita per capire se possano diciamo così licenziarmi , per vari motivi viene deciso di andare a trattativa con dei paletti ben fermi ma io ovviamente essendo un “privato che ha sempre rispettato le regole” faccio i miei interessi a questo tavolo ed ora siamo in stallo.
In una situazione forse normale tutto quanto non speso in questi anni dovrebbe per intero essere scorporato dal totale dovuto per la cessione delle quote e direi che sarebbe opportuno tenerlo anche in cassaforte in attesa dell’esito processuale….e poi si vedrà a suo tempo, potrei anche riconoscere gli interessi legali se non fossero riscontrate colpe a fine della “faccenda”.
Come parente di vittime del crollo mi chiedo se sia possibile assistere a questo, dobbiamo pensare che in un paese civile il giorno dopo questi gestori sarebbero stati mandati a casa, si sarebbe congelato l’eventuale patrimonio in attesa dell’esito processuale, non avrebbero avuto parola, avrebbero solo dovuto chinare il capo e dire “Obbedisco”.
La memoria dei nostri cari ed il nostro dolore non possono tacere, ma cosa volete ancora da noi?? Qualcuno di ha portato via la serenità per tutta la vita e dobbiamo ancora assistere a questo teatrino?
E’ veramente un mondo alla rovescia, tanta tristezza, tanta assurdità, ma tanta determinazione per non mollare la nostra battaglia.
Auspichiamo che molto si chiarisca in tribunale nei prossimi mesi, vogliamo vedere dei cambiamenti nella gestione perché una cosa è certa, la responsabilità morale evidente non è in discussione.
Vogliamo che anche il nostro stato “tuteli i nostri interessi di cittadini” e quindi le norme siano di sollievo alle parti lese, sempre.
Grazie per l’attenzione.