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Nidi e scuole d’infanzia: Usb pubblico impiego in sciopero il 25 settembre

Investimenti insufficienti e mancate stabilizzazioni tra i motivi della protesta

Genova. L’Usb pubblico impiego – Funzioni locali settore educativo e scolastico ha indetto uno sciopero nazionale per venerdì 25 settembre 2020: una giornata di mobilitazione, che coinvolgerà il personale dei servizi educativi del segmento 0-6, dei nidi e delle scuole dell’infanzia, sia a tempo indeterminato sia precario, con qualsiasi tipologia di contratto.

“Abbiamo scelto di unire la nostra protesta a quella della scuola – si legge nella nota – dando continuità alla giornata di mobilitazione del 10 giugno scorso, nella convinzione che c’è un legame indissolubile tra tutti i livelli di formazione e istruzione che deve essere riconosciuto dal governo”.

La ripartenza del sistema integrato 0-6, con tutte le sue peculiarità, desta nel sindacato di base moltissime preoccupazioni. “La pandemia ha drammaticamente evidenziato tutte le criticità di un settore particolarmente delicato, che, come altri, ha subito tagli ormai pluridecennali molto consistenti”.

Per l’Usb Liguria è evidente la necessità di maggiori investimenti, sia sul piano del potenziamento degli organici sia su quello delle norme di sicurezza. “Inoltre, non essendo possibile il distanziamento sociale, vista l’età dei bambini frequentanti, e considerato che non è previsto l’uso della mascherina per i bambini al di sotto dei 6 anni, per questo settore occorrono particolari attenzioni, la sostanziale diminuzione dei rapporti numerici, la costante compresenza del personale in ogni sezione e in ogni momento della giornata, la fornitura di dispositivi di protezione individuale adeguati”.

Le risorse economiche destinate al settore sono giudicate tutt’ora insufficienti, in particolare quelle riferite al reperimento di spazi per la didattica, ora che, seppur con ritardo, è finalmente stata accordata ai Comuni l’autorizzazione all’assunzione di personale a tempo determinato nelle scuole e nei servizi educativi, in deroga al tetto stabilito. Anche a causa di tale ritardo: non ci sono piani assunzionali straordinari specificatamente per i nidi e per le scuole dell’infanzia; non è stata indicata la riduzione dei rapporti numerici; non è garantita la sostituzione del personale assente a qualsiasi titolo;
non è prevista l’internalizzazione di tutti i servizi e di tutto il personale educativo, insegnante e ausiliario esternalizzato.

Inoltre l’Usb segnala che il diritto all’integrazione e al sostegno delle bambine e dei bambini diversamente abili e/o con bisogni educativi speciali non è garantito; non è programmato nazionalmente alcun intervento di rilancio e ampliamento dei servizi educativi mentre le indicazioni sul mantenimento degli attuali posti disponibili e degli orari di funzionamento di nidi e scuole risultano largamente disattese.
“È evidente, quindi, che i Comuni debbano adottare immediatamente tutte le misure necessarie, relativamente al personale, cosicché si riducano le criticità e si ripristini l’offerta sia in termini di orario che di posti disponibili”.

Inoltre, scrive l’Usb Liguria, è accertato che la divisione degli spazi interni è prevalentemente lasciata all’iniziativa del personale, senza la previsione di interventi e manutenzione per garantire l’attuazione della cosiddetta didattica a bolle; in egual modo gli spazi esterni non sono stati adeguati per il previsto e auspicato incremento dell’attività educativa e didattica negli spazi all’aperto; la fornitura di tutti i Dpi a norma è in forte ritardo, inadeguata e in alcuni territori inesistente; non è considerato il necessario ripristino della medicina scolastica.

Per i nidi e scuole dell’infanzia l’Usb chiede maggiori investimenti e la garanzia di risorse economiche necessarie, la stabilizzazione del precariato, il riconoscimento del sistema integrato 0-6 come parte integrante del sistema di istruzione nazionale.

A breve sarà comunicato il calendario di tutte le mobilitazioni previste nelle diverse città.