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Il caso

Nell’era Covid il no dei genitori di Quezzi alla prima media con 30 alunni in una sola classe

Sono preoccupati dalla formazione di una classe pollaio e dal fatto di dover essere costretti a scegliere un altro plesso scolastico per i loro figli

Genova. Sono preoccupati dalla creazione di una possibile classe pollaio, ma non solo, temono che alla fine qualcuno tra loro dovrà arrendersi e scegliere, per il proprio figlio, di spostarsi in un altro plesso scolastico con tutte le scomodità che ne conseguono, oltre al fatto di lasciare magari gli amichetti delle elementari e un ambiente già familiare.

Sono i genitori di Quezzi ad aver sollevato, con la direzione dell’istituto e il provveditorato agli studi, la problematica legata alla probabile mancata formazione di due diverse classi della prima di una secondaria di primo grado (due prime medie, per intenderci) all’interno della scuola Govi di via Pinetti.

I ragazzi, al momento, sono 30 e nonostante fosse stata promessa la creazione di due diversi corsi così non sarà. D’altronde, per legge, le classi non possono avere un numero di alunni inferiori ai 18 ma neppure superiori ai 28 salvo casi straordinari. Uno dei casi straordinari è proprio quello in cui in due classi non si raggiunga il numero di 15 a testa. Insomma, in questa situazione la scelta potrebbe anche ricadere sulla formazione di due classi da 15, tenendo conto che sono presenti anche alunni con disabilità.

La notizia della mancata formazione di due classi è arrivata ai genitori a 10 giorni dall’inizio della scuola, inoltre in un momento già di gravi incertezze per via dell’emergenza pandemica e in cui l’ipotesi di un’aula sovraffolata (anche se alla Govi le aule sono piuttosto ampie) fa paura sia in termini sanitari sia pratici: è infatti più probabile che su 30 alunni almeno uno sia positivo, rispetto a 15.

Le famiglie degli studenti della Govi temono infine che la scelta di ridurre le classi sia l’anticamere della volontà di chiudere, in futuro, questo servizio scolastico.

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