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Mina non ce l’ha fatta: morta a Genova la donna bruciata viva nel bresciano

Dopo una settimana di agonia la donna è deceduta al Villa Scassi

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Genova. Dopo una settima di agonia è morta Mina Safine, la donna 45enne che dal 20 settembre era nel reparto grandi ustionati del Villa Scassi di Genova dopo il tentato omicidio da parte del marito, che le aveva data fuoco dopo una lite.

La tremenda aggressione è avvenuta domenica scorsa tra le mura domestiche della casa della coppia, residente a Urago Mella, in provincia di Brescia. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, come riporta BresciaNews.it, dopo una pesante lite tra i due, e dopo che il marito avrebbe impedito alla donna la fuga, l’uomo avrebbe cosparso di liquido infiammabile la donna, dandole poi fuoco.

Immediato l’intervento dei vigili del fuoco del posto: la donna è stata immediatamente ricoverata nell’ospedale locale, ma viste le gravissime condizioni, è stata trasferita a Genova nel reparto grandi ustionati del Villa Scassi. Anche il marito è finito in ospedale, piantonato: secondo le sue prime dichiarazioni a fare l’estremo gesto sarebbe stata la donna; una versione che però non ha convinto gli inquirenti che lo hanno quindi accusato di tentato omicidio.

Ieri la triste notizia: dopo una lenta agonia durata 8 giorni, la donna è deceduta. Per il marito, quindi, l’accusa si è trasformata in omicidio.