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Mascherine in centro storico, Pastorino: “Toti impone restrizioni dopo aver incassato i voti”

Il consigliere rieletto con Linea Condivisa: "Prima chiamava sciacalli chi denunciava l'aumento dei casi, ora impone numerose restrizioni"

Genova. Polemiche a Genova dopo l’ordinanza del presidente Toti – condivisa dal sindaco Bucci – che impone l’uso obbligatorio della mascherina 24 ore su 24 nel centro storico e nell’area del Porto Antico dopo la salita dei contagi in questa zona della città.

“Com’era facile prevedere – afferma Gianni Pastorino, appena rieletto in consiglio regionale con Linea Condivisa – il presidente Toti, passato all’incasso elettorale, oggi mostra le sue contraddizioni. Prima chiamava sciacalli quelli che denunciavano gli aumenti dei casi Covid, ora con una ordinanza impone nuove, e numerose, restrizioni per quanto riguarda il centro storico di Genova”.

“Naturalmente i casi sono in aumento, e non da queste ore, e si registra una maggiore ospedalizzazione – osserva Pastorino – ma permane una indiscutibile capacità comunicativa dell’ex giornalista di reti private, tale per cui pare tutto normale. Sì, tutto normale, come la sanità di questi anni: come il centro analisi di San Martino, che ha ridotto di un terzo la propria capacità ricettiva, al quale si accede tramite prenotazione telefonica particolarmente difficile, e con il risultato che molte persone si rivolgono a laboratori privati. Quegli stessi privati che, essendo finite le somme in convenzione, fanno pagare tutto a tutti, compresi chi ha una esenzione, compresi gli esami per pazienti oncologici, o come a San Martino in cui, in una giornata di pioggia, ci sono pazienti i coda all’Ist per fare il triage, e trattasi di pazienti oncologici”.

“Ovviamente – conclude Pastorino – l’immagine pubblicizzata è sempre di una Liguria dove va tutto bene, e Toti quando qualcuno si meraviglia se la nostra Regione registra record di fughe per cura verso altri territori: Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna stanno facendo affari d’oro, con la gente che scappa dalla nostra sanità, e tutto questo nonostante la professionalità e disponibilità dei nostri, ormai sempre meno, operatori sanitari”.