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Lega, Salvini chiede all’ex tesoriere Belsito il risarcimento per danno d’immagine

La corte d'appello deciderà il prossimo 21 ottobre.

Genova. La Lega chiede all’ex tesoriere Francesco Belsito e a tre professionisti un risarcimento di 500 mila euro per danno d’immagine che, secondo i legali del partito, si sarebbe concretizzato in una perdita di consenso elettorale nel 2011 e 2013. Lo scrive questa mattina Il secolo XIX.

Il partito guidato da Matteo Salvini lo fa impugnando la sentenza con la quale nel giugno del 2019 il tribnale aveva assolto i quattro (con Belsito, Romolo Girardelli, Stefano Bonet, Stefano Lombardelli) dall’accusa di associazione a delinquere per un giro di consulenze tecnologiche fasulle per grandi gruppi industriali in cambio di sgravi fiscali.

La sentenza è passata in giudicato nell’aspetto penale, perché la procura non l’ha impugnata, ma la Lega, che si era costituita parte civile, lo ha fatto per cercare di avere un risarcimento.

La Corte d’appello di Genova si pronuncerà il 21 ottobre. Il caso nasce sulla scia delle indagini sui rimborsi elettorali per 49 milioni di euro non dovuti (la Cassazione ha confermato la confisca, i soldi sono spariti, la procura di Genova li cerca e intanto la Lega ha stabilito una rateizzazione da 600 mila euro all’anno), sugli investimenti a Cipro e in Tanzania.

Gli anni in questione vanno dal 2008 al 2013. I quattro saranno assolti perché il fatto non sussiste. Ma la Lega sostiene che l’eco dell’inchiesta ha portato i cittadini a pensare che “se Belsito ha agito così, la Lega ‘ corresponsabile” (è scritto nel ricorso) e ciò avrebbe provocato risultati alle amministrative del 2011 risultati “piuttosto insoddisfacenti” e un “crollo del 4,08%” alle politiche del 2013.